Albero

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Con lo spettacolo ALBERO, in scena al Teatro Petrarca, martedì 27 gennaio, alle ore 10, prosegue la rassegna dedicata al Teatro Ragazzi, nell?ambito della stagione di Prosa 2003/2004 organizzata dal Comune di Arezzo, Assessorato alla Cultura.

Il servizio prenotazioni per il Teatro Ragazzi è realizzato dal Servizio Attività Teatrali e Musicali del Comune di Arezzo (tel. 0575 377503/377505/377442, fax 0575 323521, e-mail: teatro@comune.arezzo.it

Nel giorno di spettacolo è possibile acquistare il biglietto presso il botteghino del Teatro Petrarca, dalle ore 9,00 alle ore 9,45.

Note artistiche dello spettacolo:

ALBERO

Progetto, allestimento e regia: Vania Pucci e Lucio Diana

Con: Vania Pucci e Stefania Mazzantini

Genere: teatro d?attore, immagini e oggetti

Fascia d'età: 6-10 anni

Produzione: Giallomare Minimalteatro

? l'albero assomiglia ad un uomo, i piedi ben piantati per terra che impediscono di cadere? le radici, il corpo dove scorre il sangue e c'è il cuore? il tronco, le braccia che si alzano, per carezzare il cielo? i rami, le mani che ondeggiano, danzano? le foglie.

Alberi lungo i viali di una città, stessa distanza l'uno dall'altro, alberi in filari precisi coltivati per il legname, alberi, solo ieri largamente diffusi, oggi protetti in speciali riserve, sono organizzati per funzione o gusto estetico come in un museo: chioma non troppo folta per far passare i camion nelle strade, fusti non troppo alti per non impedire la visibilità, con poche radici per non sollevare l'asfalto, qua tutti con le foglie gialle, là tutti verdi? Il ruolo che abbiamo delegato all'albero è rivelatore del nostro rapporto con la natura.

Ma l'albero è la natura stessa.

Affonda le sue radici nella profondità della terra, da essa trae nutrimento, irrobustendo il suo tronco, si espande in alto per arrivare al cielo? il ciclo vitale dell'albero ci parla di tempo (tanto), di vita (niente muore, lascia il posto ad altro per una nuova nascita) di vita sociale che avviene attorno a lui?

Ma se l'albero ha un nome e si chiama Palma o Sequoia o Olmo o Ulivo o Baobab, ha sicuramente storie diverse da raccontare, che sono poi le nostre storie, le storie di tutti. In Giappone si dice che se possiedi un bonsai devi curarlo perché è come se fosse te stesso? se sta male, stai male anche tu? piantare gli alberi o tagliarli è una grande responsabilità.

Lo spettacolo rappresenta un ulteriore approfondimento della ricerca sulla composizione dell'immagine scenica e sull'interazione tra segno grafico e parola narrata. I disegni e le tracce realizzate con computer, lavagna luminosa e telecamera, si intersecano e si sovrappongono dialogando con il testo e le azioni delle attrici.

Articlolo scritto da: Comune di Arezzo