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‘Emissioni CO2, unico metro di giudizio, gli impegni di Kyoto’

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WWF: "Emissioni CO2, unico metro di giudizio, gli impegni di Kyoto" Attendiamo di vedere su carta i contenuti dell’accordo concluso tra il Ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico, augurandoci che il nuovo testo non annulli o pregiudichi la scelta, finalmente coerente, della bozza sottoposta a consultazione nei mesi estivi, vale a dire il perseguimento degli obiettivi di Kyoto per la percentuale che spetta ai settori interessati dall’Emission trading.

In particolare, attendiamo di capire a vantaggio di chi andrà l’aumento di 6 milioni di tonnellate
rispetto alla bozza di Piano, e se davvero si premieranno gli impianti più efficienti e a minore emissione di anidride carbonica. Inoltre, attendiamo chiarimenti sulle ulteriori 6 milioni di tonnellate “a titolo oneroso” per
il settore termoelettrico. Infine, il WWF sottolinea che il programma di governo prevede un utilizzo dei meccanismi flessibili di Kyoto (progetti all’estero, o CDM e JI) del 20%, a fronte di un 80% di interventi da svolgere in Italia.
Se, come si legge sulle agenzie, il nuovo piano prevedesse la possibilità per il settore termoelettrico di ricorrere ai progetti all’estero per il 25% di riduzione delle emissioni, è evidente che questo altererebbe gravemente la competitività e l’equità tra i diversi settori industriali. Il WWF esige anche che tutti i progetti siano riconosciuti dall’apposito Comitato che vigila sui CDM per il protocollo di Kyoto e rispondano ai criteri Gold Standard, per evitare che si vendano come benefici per l’ambiente progetti che non contribuiscano davvero alla riduzione delle emissioni.