Sconti & Promozioni: è ancora CAOS

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AREZZO – C’è ancora confusione sulla disciplina che regola le vendite straordinarie, dai saldi di fine stagione alle liquidazioni per rinnovo locali. E qualcuno ne approfitta per smuovere le vendite in una stagione non brillantissima per abbigliamento e calzature.
L’Associazione dei Commercianti chiede maggiori controlli a tutela degli operatori che rispettano la legge e dei consumatori. Che nella giungla dei prezzi scontati rischiano di non capire più quale sia il prezzo giusto. Il direttore Marinoni: “Non forniamo tutela agli operatori scorretti!”

Le vendite di abbigliamento e calzature invernali quest’anno sono state penalizzate dall’incredibile mitezza del clima e per smuovere gli affari prima della fine dell’anno, qualche operatore (per fortuna pochi, anzi pochissimi) ha pensato di aumentare le vendite con sconti e promozioni. “Ma le vendite promozionali sono proibite per legge nel periodo di Natale” sottolinea Franco Marinoni, direttore dell’Associazione dei Commercianti della provincia di Arezzo “e chi le usa commette una grave scorrettezza nei confronti degli operatori più seri, ma anche dei consumatori, che nella giungla di sconti e offerte finiscono per perdere di vista il giusto rapporto qualità/prezzo, e magari per accreditare prodotti senza qualità solo perché offerti a basso costo”.

“Da anni” prosegue Marinoni “chiediamo che sia rivista la normativa in materia di liquidazioni, promozioni, saldi e altri tipi di vendite straordinarie. Quella in vigore si presta ad interpretazioni arbitrarie e crea confusione fra commercianti e clienti”e sottolinea: “E’ l’ora di fare chiarezza: ce lo chiedono gli operatori da un lato e le organizzazioni dei consumatori dall’altro”.

“Fino a che non sarà pronto il nuovo regolamento di attuazione del Codice del Commercio regionale” spiega il direttore dell’Associazione dei Commercianti. “valgono il Decreto Legislativo 114/98, ovvero la Legge Bersani di riforma sul Commercio, e le integrazioni del regolamento regionale, che distinguono bene le vendite straordinarie classificandole come vendite di liquidazione, di fine stagione e promozionali. In tutti i casi l’esercente offre i prodotti a condizioni di prezzo favorevoli ma è vincolato al rispetto di alcune regole”.

“Le vendite promozionali, per esempio, devono avere una durata massima di sei settimane, mai a dicembre, nel periodo dei saldi e nei trenta giorni precedenti”.

“Le vendite di liquidazione, invece, possono essere effettuate in qualunque
momento dell'anno, ma sono legate a fatti straordinari della vita aziendale come la cessazione o la cessione, il trasferimento in altro locale o il rinnovo dei locali, quando c’è bisogno di disfarsi della merce in un tempo molto rapido. Ma in questi casi è obbligatorio comunicare al Comune che si vuole fare una liquidazione, provando che esistono le condizioni necessarie: non basta certo una pennellata all’intonaco per giustificare vendite promozionali in pieno periodo natalizio” .

Nel caso del rinnovo dei locali, infatti, occorre dimostrare che i lavori di ristrutturazione interessino almeno l’80% del negozio.

“Chiediamo maggiori controlli da parte delle autorità preposte” conclude il direttore Marinoni “e ai consumatori consigliamo di diffidare dalle svendite che durano troppo a lungo o che interessano una quantità enorme di merce. Potrebbero nascondere il tentativo di smerciare in fretta prodotti difettati o stock di fondi di magazzino”.