Ristorazione scolastica: prima giornata del convegno

AREZZO – "La qualità dei cibi interessa in modo rilevante lo stato di salute, la crescita – non soltanto fisica – dei bambini, effettua una prevenzione delle malattie legate alla malnutrizione, da indicazioni precise di parametri nutrizionali, forma il gusto. Dalle esperienze maturate da dodici anni a questa parte dalla Provincia di Arezzo, in ragione dei risultati raggiunti, ci proponiamo di continuare ad essere punto di riferimento per i Comuni del territorio". Con queste parole il Presidente della Provincia Vincenzo Ceccarelli ha aperto i lavori del convegno "La realtà della ristorazione scolastica come punto di incontro tra etica, sviluppo e giustizia", che si propone una riflessione sullo stato delle mense scolastiche, per stimolare i soggetti istituzionali e gli operatori ad elaborare nuove progettualità migliorative. L’iniziativa ha portato ad Arezzo, per i due giorni di convegno, un considerevole pubblico, interessato ai tanti aspetti legati al tema delle mense scolastiche. Una voce di spesa per le famiglie, su cui si riversano aspettative di qualità, sicurezza ed appetitibilità. Se le prime mense scolastiche a fine anni ‘50 consistevano in un servizio di sostegno a famiglie bisognose per assicurare un pasto ai bambini, oggi siamo ad oltre 3 milioni di pasti quotidiani consumati presso le mense scolastiche. Una quotidianità che ha un aspetto di formazione delle abitudini alimentari e del gusto fortemente rilevante. L’assessore regionale Eugenio Baronti ha invece testimoniato come la Regione Toscana possa vantare buone pratiche concrete, d ha anticipato una legislazione a sostegno della refezione, a fronte di un impegno da parte di operatori ed istituzioni sul fronte del riciclo e del pieno utilizzo delle risorse disponibili, citando tra gli esempi da seguire l’uso di acqua degli acquedotti comunali, di qualità controllata e sicura, invece dell’acqua naturale in bottiglia. Monica Bettoni, direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, ha parlato della mensa come diritto alla salute illustrando anche il programma "Guadagnare in salute" recentemente varato dal Ministro della Salute, in accordo col Ministero dell’Istruzione. Salvatore Stella, assessore all’istruzione del Comune di Foligno, ha spiegato come per le penalizzazioni del Patto di Stabilità, forse il Comune di Foligno dovrà rinunciare dal prossimo anno a gestire direttamente le mense scolastiche. Scelta amara, per la convinzione maturata sull’influenza del servizio mensa nella vita delle famiglie e dei bambini. La relatrice Hilde Kruse ha portato la prospettiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità partendo dal presupposto della dichiarazione Fao: l’accesso al cibo adeguato e sicuro, è un diritto basilare dell’individuo e sviluppando il tema della sicurezza alimentare, ripreso anche d Roberto Faschino, docente dell’Università di Milano, che ha dimostrato come sicurezza, qualità organolettica e cibi tradizionali possano essere una realtà. "L’utilizzo dei prodotti tradizionali – commenta l’assessore provinciale all’agricoltura Roberto Vasai – è uno dei punti di forza del lavoro svolto dalla Provincia in questi anni. Oltre a valorizzare economicamente le risorse agroalimentari di un territorio, contribuisce a mantenere vive le nostre campagne, evita la perdita di freschezza e di proprietà nutrizionali dei cibi che è inevitabile nei lunghi viaggi e negli stoccaggi dei cibi provenienti da lontano, e anche il carburante utilizzato per il trasporto sarà minore. Una scelta, dunque, che merita di essere seguita". La Provincia di Arezzo ha anche annunciato il proposito di incrementare la sinergia tra servizi competenti e produzione agroalimentare locale, con una proposta nuova: l’elaborazione di una piattaforma comune e organizzata, da condividere con i Comuni del territorio, che sia completa: dalla stesura dei menù secondo parametri nutrizionali e qualitativi corretti, fino all’allestimento dei refettori, passando per i capitolati, i rapporti col mondo della produzione ecc. Lo scopo è quello di raggiungere una standardizzazione verso l’alto della qualità. Si tratta cioè di esportare, a costi contenuti, le buone prassi, per portare la salute nei piatti dei bambini. Il Convegno continua anche nella giornata di domani, 11 dicembre, con i partecipanti suddivisi in dieci gruppi di lavoro che approfondiranno temi specifici legati alla realtà della ristorazione scolastica. Nel pomeriggio ci sarà la sintesi dei risultati raggiunti, in base a cui saranno elaborate le linee guida per migliorare sotto tutti i punti di vista il servizio reso ai bambini.