Chiesa filippina, no al preservativo anche se il coniuge ha l’Aids

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MANILA – Niente preservativo, nemmeno se il coniuge ha l'Aids. E' quanto ha detto oggi il portavoce della Conferenza Episcopale Cattolica delle Filippine (CBCP), Edwin Carros, smentendo notizie apparse sulla stampa che indicavano invece un'apertura della Chiesa sull'uso del profilattico in caso della malattia sessualmente trasmissibile. ''Il Vaticano e il CBCP non hanno mai, sotto nessuna circostanza, rilasciato una dichiarazione ufficiale che permetteva l'uso dei preservativi in casi estremi'', ha detto Carros in un comunicato pubblicato sul sito della CBCP.
Riferendosi a quanto apparso sui mezzi di informazione nazionali e internazionali, Carros ha aggiunto che ''la stampa interpreta male gli insegnamenti della Chiesa, specialmente quelli che riguardano i contraccettivi e l'aborto, per soddisfare i propri interessi politici, aumentare la tiratura e attirare pubblicità''. La notizia della presunta apertura della Chiesa filippina aveva fatto il giro del mondo ed era stata accolta con favore dalle organizzazioni che combattono la diffusione dell'Aids.
In sostanza si affermava che per i cattolici filippini ''l'utilizzo del contraccettivo è consentito solo tra coniugi, nel caso in cui uno due sia ammalato di Aids o portatore sano di Hiv e quindi puo' contagiare l'altro''. La notizia, ora smentita, era circolata in seguito alla partecipazione del CBCP a un programma di educazione e sensibilizzazione in tema di Hiv. Per combattere l'Aids, Carros ha invece oggi consigliato ''l'autodisciplina e la fedeltà al proprio partner''.
Secondo dati del governo di Manila, solo 2719 persone sono registrate come infette da Aids nelle Filippine, un paese con oltre 86 milioni di persone. Le organizzazioni non governative che si occupano del problema asseriscono invece che il numero reale è molto più alto. Le Filippine è il più grande dei due paesi a maggioranza cattolica dell'Asia. L'altro è il piccolo Timor Est.