Il Papa celebra la solennità di Cristo Re

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CITTA' DEL VATICANO – Ogni coscienza umana è chiamata a una scelta: quella fra Dio e il maligno, fra la verità e la menzogna. E' quanto ha detto questa mattina Benedetto XVI nel corso dell'Angelus a Piazza San Pietro, nella giornata in cui si celebra la solennità di Cristo Re. ''Ad ogni coscienza – ha detto il Papa – si rende necessaria una scelta: chi voglio seguire? Dio o il maligno? La verità o la menzogna?''

''Scegliere per Cristo – ha proseguito – non garantisce il successo secondo i criteri del mondo, ma assicura quella pace e quella gioia che solo Lui può dare. Lo dimostra, in ogni epoca, l'esperienza di tanti uomini e donne che, in nome di Cristo, in nome della verità e della giustizia, hanno saputo opporsi alle lusinghe dei poteri terreni con le loro diverse maschere, sino a sigillare con il martirio questa loro fedeltà''.

L'aspirazione dell'uomo, ha quindi rimarcato, non deve essere rivolta al denaro, alla violenza e ai piaceri mondani ma al regno di Dio fatto di grazia giustizia e amore. Benedetto XVI si è rivolto in polacco ai pellegrini provenienti dalla Polonia. ''Cari polacchi, fratelli e sorelle – ha detto il Papa – la solennità di Gesù Cristo, Re dell'Universo ci ricorda che la meta delle aspirazioni dell'uomo non è il regno terreno della violenza, del denaro o dei piaceri mondani, ma il Regno di Dio: 'di verità e di vita, di santità e di grazia, di giustizia, d'amore e di pace'. La nostra vita sia testimonianza della realizzazione di questo messaggio evangelico''.

Ratzinger ha anche spiegato il significato della ''regalità'' di Gesù richiamata più volte nei Vangeli: ''Quando Gesù viene messo in croce, i capi dei Giudei lo deridono dicendo: 'E' il re d'Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui'. In realtà, proprio in quanto è il Figlio di Dio Gesù si è consegnato liberamente alla sua passione, e la croce è il segno paradossale della sua regalità, che consiste nella vittoria della volontà d'amore di Dio Padre sulla disobbedienza del peccato''. '''Ma in che cosa consiste il potere regale di Gesù? Non è quello dei re e dei grandi di questo mondo; è il potere divino di dare la vita eterna, di liberare dal male, di sconfiggere il dominio della morte. E' il potere dell'amore, che sa ricavare il bene dal male, intenerire un cuore indurito, portare pace nel conflitto più aspro, accendere la speranza nel buio più fitto''.

Benedetto XVI ha poi ricordato la beatificazione di suor Marie-Alphonsine Danil Ghattas, che si celebra oggi a Nazareth, ed ha rivolto un saluto particolare alle comunità religiose di clausura.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign