Lambro, “grave disastro ambientale” l’onda di petrolio verso il Po

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MILANO – ''Un disastro ambientale senza precedenti per l'ecosistema del fiume Lambro che ne pagherà a lungo le conseguenze''. Non usano mezzi termini i volontari di Legambiente che da stamane lavorano per frenare l'onda di petrolio, riversatasi nel fiume che attraversa la Brianza e che rischia di raggiungere il Po. Almeno 600mila i metri cubi di sostanza inquinante, fuoriuscita dai depositi della ex-raffineria Lombarda Petroli di Villasanta, che si sono riversati in acqua.
Si tratta di uno ''dei più gravi disastri ambientali verificatisi di recente in Lombardia, che potrebbe avere conseguenze di lungo periodo, considerata anche la messa fuori servizio del grande depuratore di Monza San Rocco, che tratta le acque fognarie di oltre mezzo milione di brianzoli'', spiegano i volontari. ''Qualunque ne sia la causa, accidentale o dolosa – sottolinea Damiano Di Simine, presidente regionale di Legambiente- questa nuova catastrofe torna a mettere in luce l'insufficienza della prevenzione dei rischi industriali''.
Ancora troppo presto per quantificare il danno ambientale: al momento manca una cifra ufficiale sulla quantità di petrolio riversata nel fiume, ma l'impatto 'visivo' è ben visibile: numerose le carcasse di anatre e germani che affiorano dall'acqua (FOTO).
Nel frattempo il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sta valutando accuratamente insieme ai tecnici i termini di un'ordinanza, da emettere nella giornata di domani, per garantire lo smaltimento in sicurezza del materiale inquinante. Gli agenti della Polizia provinciale, presenti insieme alla protezione civile, alla polizia locale e all'Arpa, hanno tratto in salvo tre germani che sono stati trasportati all'oasi Wwf di Vanzago. ''Le priorità – spiega l'assessore alla Polizia Provinciale della Provincia di Milano, Stefano Bolognini – sono arginare i danni e proseguire nella bonifica della zona''. Intanto, però, è caccia anche ai responsabili di quanto accaduto. ''Si accertino al più presto le responsabilità del grave disastro ecologico del fiume Lambro'' è la richiesta della Lipu-BirdLife Italia.
A chiederlo è anche Paolo Grimoldi, deputato monzese della Lega Nord. "La priorità è che vengano stabilite in tempi padani le responsabilità, perché questo scempio non passerà certo senza nomi e cognomi dei colpevoli. Ho chiesto l'intervento del Viminale e ottenuto un incontro con il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo".
Da Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, consiglieri regionali del Pd arriva la richiesta di ''Mettere subito in sicurezza il depuratore di San Rocco a Monza, andato letteralmente in tilt a causa dello sversamento doloso di migliaia di metri cubi di gasolio e petrolio e arginare il disastro''.
Una quantità ''tremenda di gasolio e petrolio si è riversata nelle fogne e nel Lambro – spiega Civati, c'è un odore nauseante ed è stato straziante vedere poveri animali in agonia praticamente imprigionati nella melma oleosa''. E' una corsa contro il tempo quello di esperti e volontari per salvare germani, folaghe e cormorani.
La marea nera ha attraversato Milano per arrivare questo pomeriggio a Lodi e proseguire verso il Po. Oltre l'inquinamento del fiume, il petrolio ha colpito il reticolo idrico minore, formato dai canali utilizzati essenzialmente dalle produzioni agricole, e sta raggiungendo, attraverso Cremona, il fiume Po. ''Mi auguro che l'intervento immediato delle autorità competenti possa limitare i danni all'intero territorio lombardo e alla fauna, – spiega il capodelegazione della Lega Nord in giunta regionale lombarda, Davide Boni- evitando che il petrolio raggiunga lo stesso fiume Po.
Confido, inoltre, che venga ben presto accertata la dinamica dell'incidente, individuando eventuali colpevoli''. Un ''gravissimo episodio che dimostra la fragilità e il rischio a cui sono sottoposti un territorio fortemente urbanizzato e i corsi d'acqua della Brianza'' è il commento del segretario provinciale del Pd e il capogruppo in Consiglio provinciale di Monza, Enrico Brambilla e Gigi Ponti.

Articlolo scritto da: Adnkronos