Lettera Aperta di ringraziamenti al reparto ostetricia-ginecologia ospedale della Gruccia

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Ospedale Gruccia Valdarno
Ospedale Gruccia Valdarno

Egregio Primario, carissimi medici, ostetriche e infermiere,
lunedì 15 luglio 2013 alle ore 5:48 è nata Alessandra, un frugoletto tutto rosa che per nascere ha faticato un po’, ma la volontà di vivere è stata più forte.
Ho deciso di scrivere questa lettera perché sento la necessità di ringraziare come neomamma come donna e come amministratore del comune di Montevarchi, tutto l’equipe del reparto ostetricia – ginecologia dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia, che ha reso possibile la nascita di Alessandra con parto naturale, a fronte di ogni previsione fatta nei mesi passati, nella quale si prevedeva il taglio cesario programmato.

Nonostante complicanze durante la fine del travaglio, il lavoro di gruppo delle ostetriche, del medico e delle infermiere presenti, con tanta comprensione gentilezza e professionalità, hanno reso possibile quello che per me è la gioia più grande, la nascita di mia figlia.
Pertanto vorrei ringraziare la gestione e l’organizzazione del reparto ginecologia-ostetricia che può vantare di essere uno dei migliori in tutta la toscana, inoltre ringrazio il Prof. Dott. Franco Lelli, direttore del reparto, per avermi fatto partecipe di un suo desidero: cioè quello di poter dare un ulteriore servizio ai pazienti della Gruccia, la possibilità di scegliere per le future mamme anche l’anestesia epidurale in travaglio di parto, così come accade nell’ospedale di Arezzo.
Non sono sicura se come amministratrice del Comune di Montevarchi posso fare qualcosa al riguardo, ma sicuramente mi informerò per sapere quale è la strada perché sia realizzabile tale servizio in modo da rendere sempre più all’avanguardia il nostro ospedale di vallata.
Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che in questi giorni hanno fatto pervenire i loro auguri a me e mio marito e ci hanno fatto sentire in modo così forte e bello la loro partecipazione e il loro affetto.

Arianna Righi

Articlolo scritto da: Arianna Righi