Il Giardino delle IDEE raddoppia ancora

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Anna Marchesini e Fausto Brizzi

Sabato 5 aprile il Giardino delle IDEE raddoppia ancora.

Nella magica cornice del Teatro Vasariano di piazza Grande con ingresso da piazza del Praticino, 8 arrivano il grande cinema e il teatro.

Avete adorato La signorina Carlo?

Ricordato con nostalgia La Sora Flora?

Non guardate più la televisione perché vi manca l’esilerante Trio Lopez/Solenghi/Marchesini?

Avete amato la bambina che abita Il Terrazzino dei gerani timidi?

Sapete perchè  è incerto il tempo e il luogo della felicità?

Avete visto cento volte il film Notte prima degli esami?

Vi siete divertiti con il film Maschi contro Femmine?

Vi siete riconosciuti nella storie amorose raccontate nel pluripremiato film Ex?

Allacciate le cinture, al Giardino stanno arrivando, nello stesso giorno, Anna Marchesini e Fausto Brizzi.

Si inizia alle ore 17.00 con l’atteso ritorno di ANNA MARCHESINI.

Danzano, senza saper danzare.

Segnano i passi cercando di andare a ritmo, senza avere però un orecchio musicale.

Persino l’equilibrio è goffamente arrancato.

Lo fanno, come possono, come sanno, perché qualcuno le ha buttate in pista.

Sono le «Moscerine» ultimo romanzo di Anna Marchesini edito da Rizzoli.

Nel femminile non c’è alcun errore, ma una volontà di rimarcare con ironia non solo un genere ma un’evidente realtà.

Chi ce lo dice che i moscerini siano tutti maschi. Qualcuno sarà pure femmina!”.

Anna Marchesini è attrice, autrice e regista teatrale.

Insieme a Solenghi e Lopez ha dato vita al celebre Trio.

Tra i suoi ultimi spettacoli, La cerimonia del massaggio di Alan Bennett, Le due zittelle di Tommaso Landolfi e Giorni felici di Samuel Beckett.

Insegna all’Accademia d’Arte Drammatica.

Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo, Il terrazzino dei gerani timidi.

Dentro Moscerine ci sono nove racconti, comici e divertenti, ognuno con il suo personaggio, o meglio, dove ogni personaggio ha la sua storia.

È questo il rispettabile modo di fare giustizia dell’autrice.

Non sono eroi, né super eroi.

Non sono perdenti, sono lividi non vincenti.

Non sono grandi eventi che segnano la Storia, ma piccolissimi accidenti che accadono nella vita.

Piccoli respiri, che seppur tanto piccoli, riescono ad appannare la superficie sterile di un grande vetro.

Si prosegue alle ore 21.00 con un ospito straordinario, il regista FAUSTO BRIZZI.

All’ultima Fiera internazionale di Francoforte un libro italiano non ancora pubblicato aveva scatenato gli editori internazionali, in prima fila americani e inglesi che com’è noto traducono pochissimo.

Si tratta di Cento giorni di felicità di Fausto Brizzi, uscito per Einaudi Stile libero, un romanzo che fa pensare, commuovere e persino sorridere.

E se Fausto Brizzi come regista è ben noto per film cult, come scrittore è all’esordio.

Ciò non ha impedito a Penguin Usa e Picador UK di strapparlo ai concorrenti con cifre, per usare il cauto giro di parole di Paolo Repetti, editor di Stile Libero, “assolutamente fuori dell’ordinario”.

Pamela Dorman, editor di Penguin, parla nel giudizio che ha determinato l’acquisto dell’emozione di “essere parte di questa avventura meravigliosa”, convita che Lucio Battistini, ovvero il protagonista “farà innamorare i lettori di tutto il mondo”.

Battistini è un quarantenne che scopre di avere una malattia e cento giorni di vita in tutto e per tutto.

Il romanzo è la storia di come decide di spenderli nel migliore dei modi possibili, e cioè ritrovando gli affetti.

Vuole essere felice e ci riesce.

L’unico rimpianto – scriverà – è aver dovuto scoprire di morire per cominciare a vivere.

Paul Baggaley sottolinea con calore questo tema come “un inno alla vita parlando della morte” e così Maria Guitart “grazie Lucio per questi momenti di felicità!”.

E anche Eva Schubert non ha dubbi: “Ci siamo letteralmente innamorati di questa storia: è originale, autentica e indimenticabile”.

Fausto Brizzi, con la sua formula del vivere, semplicemente vivere, ha incrociato un sentimento diffuso, che ha già prodotto altri best seller anche in Italia: una letteratura del dolore e della malattia, declinata però sui crinali della speranza, delle consolazioni nel quotidiano.