Al Moderno di Tegoleto va in scena ‘Serata Pirandello’

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Locandina
Locandina

Serata Pirandello
da Luigi Pirandello
regia di Giancarlo Statuti

La Giara

La giara è un atto unico tratto nel 1916 da Luigi Pirandello da una sua novella scritta nel 1906 e pubblicata nella raccolta Novelle per un anno.

Nella commedia si ritrovano molti dei temi propri dello scrittore: l’ambiente siciliano, la molteplicità dei punti di vista, i conflitti interpersonali, specie quelli fra padrone e contadini.

Il protagonista, Don Lolò, è un proprietario terriero ricco e taccagno che vede ovunque nemici che vogliono derubarlo della sua roba ed è sempre pronto ad attaccar briga con tutti i presunti avversari spendendo una vera fortuna in liti giudiziarie.

Alla figura di Don Lolò si contrappone quella di Zi’ Dima, povero e storpio, ma consapevole della dignità del lavoro che esegue con onestà e scrupolo.

Intorno ai due coprotagonisti ruotano le altre figure: il garzone-fattore, servile davanti al padrone ma prepotente con i sottoposti, un mulattiere, i contadini e le contadine e, soprattutto, l’avvocato che non ne può più di sopportare le sfuriate di Don Lolò.

L’uomo dal fiore in bocca

Luomo dal fiore in bocca è un atto unico di Luigi Pirandello rappresentato per la prima volta al Teatro Manzoni di Milano il 24 Febbraio 1922.

Come per La giara, Pirandello trasse il testo teatrale da una novella scritta anni prima ed intitolata La morte addosso.

È il colloquio (ma forse meglio dire il monologo) fra il protagonista malato di tumore, appunto il fiore in bocca, e consapevole di essere prossimo alla morte e una persona come se ne incontrano tutti i giorni, che vive un’esistenza normale con i normalissimi problemi quotidiani: la famiglia, le figlie, un treno perso per pochi minuti…

Chi, come il protagonista, sa che la morte è vicina osserva i particolari e le cose, anche le più insignificanti, che assumono un valore speciale e, forse, incomprensibile per la maggioranza delle persone.

“Venga… le faccio vedere una cosa… Guardi, qua, sotto questo baffo… qua, vede che bel tubero violaceo? Sa come si chiama questo? Ah, un nome dolcissimo… più dolce di una caramella: Epitelioma, si chiama. Pronunzi, sentirà che dolcezza: epitelioma… La morte, capisce? È passata. M’ha ficcato questo fiore in bocca, e m’ha detto: -«Tientelo, caro: ripasserò fra otto o dieci mesi!»”.

Ingresso € 7,00