Geometri, da droni 150mila posti lavoro entro 2050

Milano, 27 ott. (Labitalia) – Dai droni si stimano 150mila posti di lavoro per i geometri entro il 2050 e tre geometri su quattro hanno adottato soluzioni digitali a sostegno del proprio lavoro, nell’ottica di un nuovo modello organizzativo e di business. E’ quanto emerso oggi, a Milano, nel corso del convegno ‘La tecnologia al servizio dell’edilizia: il futuro è smart e sostenibile’. Un quadro professionale in continua evoluzione, come confermano le adesioni a Geoweb, la piattaforma dedicata all’erogazione di servizi It per la professione, che in 15 anni hanno raggiunto quota 35mila, ossia oltre un terzo dei 107mila geometri iscritti all’albo.
Si tratta di numeri favoriti negli ultimi mesi dagli adempimenti normativi come, per esempio, l’obbligatorietà della trasmissione telematica degli aggiornamenti catastali (giugno 2015), il deposito delle relazioni, la gestione del fascicolo e dei pagamenti per i ctu nel processo civile telematico (aprile 2014), la fatturazione elettronica verso la Pa (giugno 2014).
“Riflettere sui cambiamenti in atto -spiega Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati- è il primo passo per divenire parte attiva di un processo destinato a modificare radicalmente il mondo delle costruzioni: molte imprese di settore sono consapevoli che investire nell’innovazione tecnologica è necessario per essere competitivi sui mercati. E’ un processo che apre a nuove opportunità di lavoro che noi professionisti dobbiamo essere pronti a cogliere sviluppando competenze ad hoc e, soprattutto, reti di condivisione del sapere”.
Tra gli ambiti con le maggiori potenzialità a livello di opportunità occupazionali, quello dei droni, come sottolinea Gabriele Santiccioli, geometra e produttore areomobili a pilotaggio remoto: “Secondo le stime, da qui al 2050 il settore degli Apr creerà in Europa oltre 150 mila posti di lavoro, un impatto simile a quello generato da Internet negli anni Novanta. Il fenomeno -assicura- si espanderà anche in Italia (che già oggi registra un giro d’affari annuo di 350 milioni di euro), dove assisteremo a un forte sviluppo soprattutto in ambito protezione civile, sorveglianza, edilizia, rilievo del territorio”.
“All’interno dello scenario -sostiene Antonio Bottaro, amministratore delegato di Geoweb- disegnato dall’evoluzione tecnologica, le nuove occasioni di business riguardano nicchie di professionalità in grado di cooperare in attività a più alto valore aggiunto, che permettano la progettazione cooperativa, che consentano di trattare dati complessi ed eterogenei reperiti in diversi contesti: professionale personale, reti inter-professionali, reti sociali, fino ai big data. In altre parole -sottolinea- contrariamente da quanto sostenuto dal vecchio adagio ‘Chi fa da sé fa per tre’, i nuovi lavori richiedono nuovi strumenti in grado di supportare dialogo e collaborazione”.
Secondo Serafino Frisullo, consigliere nazionale del Consiglio di categoria dei geometri, “evoluzione professionale ed evoluzione tecnologica sono processi intimamente e reciprocamente collegati: basti pensare come l’uso delle tecnologie cab, dbms e 3D ha permesso di ottimizzare i tempi e le modalità grafiche e gestionali di attività specifiche, ad esempio la progettazione cad, i rilievi topografici e gli estimi, con ricadute benefiche su professionisti e committenti”. “Oggi, alla vigilia di cambiamenti di ancor più grande portata, il geometra trova nella sua fisiologica capacità di adeguamento alla tecnologia il know how per gestire e guidare un’importante fase di transizione”, conclude.