Una giornata con Vittorio Sgarbi

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Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

di Enrico Lettig

“Non era noto a molti, ma ieri Poppi è stato crocevia di interviste che hanno visto rimbalzare la notizia del tema di maturità sul “valore del paesaggio” in Italia, estratto da un discorso di Vittorio Sgarbi pronunciato a Salemi al cospetto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una traccia in parte travisata – ci tiene a precisare il Vittorio nazionale – come solo sanno esserlo certe tracce. Un po’ si dispiace del fatto che i “ragazzi” non potranno che scrivere banalità, ma un po’ si compiace per essere nella storia al pari di “Carducci, Pascoli…” – li cita tutti.

Il vigore delle risposte fa emergere un Vittorio Sgarbi furioso, in piena forma, lucido e puntuale quando ricorda del suo impegno nel denunciare la violenza delle mafie che si arricchiscono comprando territori come in una partita a risico senza avversari. Questo era il suo duro attacco rimodulato oggi per un tema di maturità.

Il telefono squilla continuamente, più volte la voce si irrigidisce attorno a quella che all’apparenza parrebbe una banale riflessione: “ma come gli viene in mente di mettere delle pale eoliche”. Molise, Puglia, Basilicata. Se le ficchino nel c.

Un patrimonio che non ha valore, tanta è la Bellezza, svenduto dietro l’ipocrisia dell’energia pulita con l’aggravante di arricchire il nemico giurato del paesaggio.

Tra gli esempi di bellezza Vittorio Sgarbi cita più volte anche Poppi, rimarcando però quale è spesso l’argomento che spinge gli amministratori locali, costretti a far quadrare i conti, ad accettare ora nella legalità offerte difficilmente rifiutabili.

Memore dalla sera prima cita l’esempio dei ripetitori sul Castello dei Conti Guidi, luogo anch’esso monetizzato dal sacrificio di quella cessione di servitù. Per alcuni ben remunerata, per lui irremunerabile.

È d’altronde questa la scommessa sul nostro futuro, che rimbalza da Poppi e che coinvolge il futuro dell’Italia con un solo patrimonio veramente spendibile per intensità e diffusione, la propria memoria rappresentata attraverso l’arte.

Da qui la necessità di un punto fermo. Ed il dibattito si sposta sulla Costituzione e sull’attualità del suo ultimo libro in vetta alle classifiche: “La Costituzione e la Bellezza”, che raccoglie tra le sue pagine proprio quel discorso pronunciato a Salemi come fosse un manifesto all’impegno intellettuale e fisico in difesa dell’Italia divorata.

Il caso ha voluto che a Poppi si parlasse la sera prima della “Bellezza come Rivoluzione”, della proposta di modifica dell’art. 1 della Costituzione anche con chi quella proposta l’ha scritta – l’On. le Serena Pellegrino – e che con poche ma significative righe lontane anni luce dai trattati sconclusionati riportati in commi della riforma Boschi per cui ci attende ad ottobre il prossimo referendum costituzionale, ha riassunto il dogma: Bellezza è quell’elemento costitutivo dell’identità nazionale.

Questo è il vero scontro di civiltà che ci attende: tra chi svende e chi investe nell’unica moneta spendibile, ossia nella promozione dell’arte fonte naturale di ricchezza di luoghi spesso non toccati dal turismo di massa se non addirittura dimenticati. È il caso della nota passerella sul lago di Iseo, che ha catalizzato su di se l’attenzione oscurando le vicine cittadine che dalla passerella avrebbero potuto trarre giovamento. Un panino mangiato sulla passerella vale una visita a Lovere?

Vittorio Sgarbi è laconico: “la passerella di Christo, non criticabile in sé, è una passerella verso il nulla”.

Finite le interviste inizia il suo tour per Poppi. E come al solito non sono stupito dalla mia ignoranza a confronto della sua conoscenza dei luoghi dove sono vissuto.”