“PARKINSON: INSIEME LA VITA CONTINUA!” UN LIBRO DEL VALDARNESE ANGIOLINO GUERRINI

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Parkinson insieme la vita continua
Parkinson insieme la vita continua

AREZZO – Sabato 19 novembre, alle ore 16, il sottochiesa di S. Francesco in via Beccheria ospiterà la presentazione del volume di Angiolino Guerrini “Parkinson: insieme la vita continua!”, Editore Bordeaux. L’evento, promosso dall’A.P.AR., Associazione Parkinsoniani Aretini, oltre alla partecipazione dell’autore vedrà la presenza dei relatori: il teologo Don Dino Liberatori, il neurologo Paolo Zolo e la dirigente Servizio Sociale Azienda Sanitaria Toscana nord ovest Laura Brizzi. Modererà l’incontro Flora Carlini, Presidente A.P.AR.

“Siamo nel 2016 e nel breve volgere di pochi anni la situazione della patologia segue il suo progressivo percorso cronico degenerativo.” Così inizia a raccontare Angiolino Guerrini che già nel 2011 aveva scritto il primo volume “Parkinson insieme”. Nel libro che sarà presentato sabato ad Arezzo, si parla anche della ricerca scientifica, con attese fiduciose ma dai progressi lenti, del taglio dei diritti acquisiti dai disabili con la scarsa sensibilità della macchina burocratica. L’autore affronta il problema del disagio che colpisce in particolar modo l’identità del disabile, debole e con poca capacità di contrapporsi o difendersi. Da qui il nuovo ruolo delle Associazioni di categoria, da qui la necessaria aggregazione auspicata dall’autore, già presidente dell’Associazione Parkinsoniani Aretini di Montevarchi, almeno su base regionale. «L’attualità – dichiara Guerrini – ci dimostra quotidianamente quanto sia difficile la condizione di vita dell’umanità in generale per il mutarsi del mosaico universale per l’andamento dell’economia, della finanza, dell’occupazione, della povertà e della ricchezza mal distribuita. E con estrema sensibilità l’autore compie un’acuta analisi della malattia, dell’accettazione e descrive lucidamente la necessità di adattare continuamente la propria esistenza all’evolversi della patologia. Scelte personali e collettive difficili, coraggiose da compiere, ma assolutamente necessarie. Scelte di responsabilità lette dallo sguardo lucido e privo di retorica di chi, con la malattia, ha instaurato un dialogo personale che riesce nella narrazione a diventare motore d’indagine, scoperta, riscatto e civiltà.

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Dirigente dell’Arci di Arezzo, figura storica dell’associazione e riferimento dei circoli, è da anni impegnata mondo del terzo settore aretino, ricoprendo ruoli dirigenziali anche a livello nazionale.
Operatore culturale e socia fondatrice di una importante cooperativa, collabora, fin dalla sua apertura, con il Teatro Verdi di Monte San Savino, paese di nascita e di impegno sociale e politico.
Appassionata di cinema, teatro e musica, con l’idea che la cultura popolare sia l’anima delle comunità locali, svolge anche attività organizzativa e di collaborazione con numerosi festival musicali del territorio aretino e provinciale.