Tpl: Isfort, 3 italiani su 4 chiedono più servizi ma servono politiche strutturali (2)

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(AdnKronos) – Quanto alla ripartizione modale nel 2015 gli spostamenti non motorizzati (a piedi o in bicicletta) scendono al 18% del totale (19,1% nel 2014); tra gli spostamenti motorizzati i mezzi di trasporto pubblico nel loro insieme perdono quasi 3 punti di share modale, passando dal 14,6% nel 2014 , all’11,7% nel 2015. Da qui la richiesta forte e chiara che arriva da Rimini alla politica ed a Governo: implementare finalmente un nuovo e moderno Piano nazionale dei trasporti che faccia evolvere l’offerta di mobilità collettiva da diritto minimo da garantire a volano per la crescita economica e lo sviluppo sociale del Paese.
“Quello che pensano gli italiani in tema di mobilità è una lezione di maturità civile e buon senso – ha affermato Massimo Roncucci, presidente di Asstra – Proprio quello che servirebbe al nostro settore per avere un quadro di riferimento, con regole chiare e risorse adeguate, che rispecchi la scelta politica di puntare sul trasporto pubblico come fattore strategico di crescita del Paese e non come fattore di costo. Le aziende di trasporto pubblico sono pronte a fare la loro parte, ma è difficile lavorare in qualità mettendo al centro il cittadino/cliente senza avere gli strumenti basilari per fare impresa”.
Per Giuseppe Vinella, presidente di Anav, “la politica dei tagli lineari al TPL non ha funzionato. L’efficientamento del settore si consegue solo attraverso l’implementazione dei costi standard ed il riconoscimento degli investimenti nella qualità dei servizi all’interno dei corrispettivi. Si apre ora la stagione della competizione nel tpl e le aziende private saranno in grado di fornire il loro contributo, anche in termini di miglioramento della qualità del servizio. Ma tutto ciò non deve portare alla creazione di posizioni monopolistiche nel settore”.