Amleto FX giovedì 09 marzo al Teatro Verdi di Monte San Savino

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AmletoFx
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Prosegue giovedì 9 marzo alle ore 21.15 la Stagione del Teatro Verdi di Monte San Savino, con lo spettacolo Di e con Gabriele Paolocà, la collaborazione alla regia di Michele Altamura, Gemma Carbone

Un uomo, un principe, che per comodità chiameremo Amleto, si è rinchiuso nella propria stanza e ha deciso di non uscirne più. Vuole farsi da parte e per farlo medita un gesto estremo, un gesto che lo liberi per sempre da tutto il marcio della Danimarca. Amleto Fx è un’indagine sulla moda del deprimersi dei nostri tempi. Uno spettacolo esilarante e sofferto che parla di castrazioni tecnologiche, della mancanza dei padri, dell’attrazione verso la dissoluzione e dell’eco assillante che tutto questo causa nelle nostre coscienze. Questo non è l’Amleto. E’ un assolo generazionale. Un racconto intimo e globale che attraverso il riso amaro vuole spingere a trovare una soluzione al solito, annoso, banale, scontato ma comunque sempre irrisolto quesito: Essere o non Essere?

La critica ci racconta:
ANDREA PORCHEDDU (Gli stati generali) Che buffo, giusto un secolo fa, Ettore Petrolini metteva in parodia, da par suo, nientemeno che Amleto: “Io sono il pallido prence danese/Che parla solo, che veste a nero/Che si diverte nelle contese/che per diporto va al cimitero/Se giuoco a carte fo il solitario” eccetera eccetera. E, per strana, inattesa coincidenza, in un teatrino romano, un giovane attore di Roma, Gabriele Paolocà, attraversa il classico shakespeariano, riversando con esplosiva ironia, in un monologo aspro e divertente, commovente e disarmante, tutte le contraddizioni di questi anni bui.

SERGIO LO GATTO (Teatro e Critica) Quelli che subisce il nuovo Amleto – emblema di un adolescente tormentato e un po’ demodé, afflitto dalla malinconia e dall’esibizionismo ambiguo à la Kurt Cobain – sono gli “effetti” della castrazione tecnologica. In tempi in cui fin troppi artisti riempiono immagini e parole con riferimenti diretti alla gabbia dei social network, con metafore della “morte per virtualità”, con forsennate apocalissi sociali ancora troppo aderenti al tema per affermarsi in quanto critiche efficaci, il solitario lavoro di Paolocà sorprende per sincerità e risultato. Si avverte qui una violenta carica d’urgenza: dietro al dispendio di un indubbio agio sulla scena sta la spinta di chi davvero vuole parlare allo spettatore

CHIARA GIRARDI (Saltinaria) La prova d’attore di Gabriele Paolocà è riuscita grazie alla totale generosità dell’interprete che offre tutto il suo eclettismo e mantiene sempre desti l’interesse e la curiosità dello spettatore; belle inoltre le immagini create e rese ancora più intense da un buon disegno luci che accompagna e sottolinea i continui sbalzi di umore e addirittura di personaggio che avvengono nello spettacolo.

INFO E PREVENDITE
Monte San Savino: Ufficio Informazioni Turistiche, Piazza Gamurrini 22 (c/o Il cassero) tel. 0575 849418
Arezzo: Officine della Cultura – via Trasimeno 16, tel. 0575 27961

Rete Teatrale Aretina – via Bicchieraia 34, tel. 0575 1824380

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Dirigente dell'Arci di Arezzo, figura storica dell'associazione e riferimento dei circoli, è da anni impegnata mondo del terzo settore aretino, ricoprendo ruoli dirigenziali anche a livello nazionale. Operatore culturale e socia fondatrice di una importante cooperativa, collabora, fin dalla sua apertura, con il Teatro Verdi di Monte San Savino, paese di nascita e di impegno sociale e politico. Appassionata di cinema, teatro e musica, con l'idea che la cultura popolare sia l'anima delle comunità locali, svolge anche attività organizzativa e di collaborazione con numerosi festival musicali del territorio aretino e provinciale.