Arezzo: disimpegno di Ferretti, poteri e deleghe a Riccioli

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Da oggi mi disimpegno da U.S. Arezzo, Riccioli avrà pieni poteri e procura per ogni necessità” Inizia con queste parole la conferenza stampa indetta dal presidente dell’U.S. Arezzo Mauro Ferretti. Poco più di 40’ nei quali Ferretti ha risposto ad ogni domanda rivoltagli dai giornalisti con precise argomentazioni. Per prima cosa ha confermato che la società ha provveduto al pagamento degli stipendi ma non a quello dei contributi che comporterà, quindi, una penalizzzaione di 2 punti in classifica da aggiungere a quella subita per il ritardato versamento del settembre scorso. Ma su questo punto Ferretti ha fatto presente come l’Arezzo, tramite il proprio legale, abbia già predisposto tutta la documetazione atta a provare che il pagamento era stato effettuato nei termini e che il ritardo fu dovuto a cause non imputabili all’U.S. Arezzo e pertanto non sanzionabile. Ferretti si augura che nel volgere di poco tempo ci sia un gruppo di aretini che possa rilevare la società e fa presnte come, nei mesi passati ed anche ultimamente, abbia avuto svariati contatti con potenziali acquirenti, sempre esterni alla città, che però non si sono rilevate persone affidabili. Provando a leggere tra le righe di quanto detto dal presidente si nota come abbia più volte fatto intendere che preferirebbe cedere la società ad un gruppo aretino. Questo insistere sulla speranza di un acquirente cittadino coniugato alle deleghe conferite al vice presidente Riccioli fanno pensare che questi abbia il ruolo di traghettatore verso un gruppo di acquirenti che, forse, non è proprio così lontano dal concretizzarsi. Che poi il tutto vada in porto questa è un’altra cosa. Ma queste sono solo supposizioni fatte dall’interpretazione delle parole e dalla risposta data ad un giornalista che chiedeva i possibili scenari di qui a fine anno con la nuova scadenza che si profila a metà dicembre. Ferretti ha confermato che sin quando lui sarà presidente farà di tutto per onorare gli impegni ma che si augura, anche in vista dell’incontro che avrà nei prossimi giorni con il Sindaco Ghinelli, che l’acquirente (o gruppo) si materializzi nel giro di pochi giorni. Il Presidente è poi entrato nei particolari confermando che la società è in vendita a “zero euro” e che può portare in dote sia la concessione per lo stadio e che quella per il complesso delle Caselle dove sono stati investiti circa 100.000 Euro. Alla domanda sui presunti debiti che affliggerebbero la società ferretti fa presente che si tratta di circa 600.000 euro dovuti ad arretrati con il fisco e già rateizzati in 48 mesi mentre la gestione ordinaria sino al termine della stagione impiegherebbe i nuovi acquirenti per circa 2milioni. A questo si deve stornare quanto dovuto dalla Lega per contributi relativi alla valorizzazione dei giovani (il famoso “minutaggio”).

Per quanto alle possibili ripercussioni sulla squadra Ferretti si dice convinto della serietà dei giocatori i quali, comunque, hanno ricevuto tutti gli steipendi e quindi non hanno pendenze.

Per l’Arezzo ed i suoi tifosi, invece, si apre, l’ennesimo capitolo negativo dovuto ad una crisi economica che, in precedenza, ha già poratto la società amaranto a due fallimenti. Da inguaribili ottimisti prendiamo le parole di Ferretti con un senso di positività sperando che le sensazioni avute circa una possibile trattativa con un gruppo di imprenditori aretini siano vere e che vadano in porto. Considerando che il presidente ha detto di avere rispedito al mittente altre offerte pervenutegli proprio perché non vi erano garanziae di nessun genere sul badget ne un minimo accenno ad un piano finanzirio per gestire al meglio la società c’è da credere che nel momento in cui cederà le proprie quote (anche gratuitamente) dalla’ltra parte vi saranno imprenditori solidi e con idee serie. Un ultima considerazione, sempre nella positiva prospettiva di una cessione, riguarda la possibile aretinità della nuova proprietà. In questo caso sarebbe, molto probabilemente il vice presidente Riccioli, ad aver trovato gli acquirenti e questo potrebbe voler dire una continuità di gestione che, con personaggi non aretini, ben difficilmente si produrrebbe.