Banche: Confcooperative e Federcasse, no a nuove linee Bce Npl (3)

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(AdnKronos) – “Norme che, se pur ispirate ad un obiettivo condivisibile, non tengono conto della complessità e della diversità dei sistemi economici continentali, come anche delle oggettive difficoltà che, ad esempio nel nostro Paese, si hanno nella tempistica di escussione delle garanzie sui deteriorati. Basti pensare che in Italia la media per concludere una procedura fallimentare è di 7,8 anni”, rileva dell’Erba .
Da tempo, prosegue, “chiediamo che le normative bancarie europee siano ispirate a criteri di proporzionalità, che distinguano la tipologia degli intermediari e le oggettive condizioni nei quali si trovano ad operare. Per questo auspichiamo una revisione delle linee guida quanto meno sul tema della retroattività. Se confermata sarebbe inaccettabile ed economicamente insostenibile. Non si cambiano in corsa le regole su una materia così delicata sulla quale le Banche italiane stanno lavorando con risultati importanti”.
Al tempo stesso Gardini e dell’Erba esprimono il loro “pieno apprezzamento e ringraziamento” nei confronti del Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e del Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari Roberto Gualtieri che, rispettivamente hanno preso posizione sulla necessità di modificare le nuove linee guida per venire incontro alle richieste ed alle preoccupazioni dell’intero mondo bancario ed imprenditoriale italiano.