Bobba: “Mondo lavoro e salute insieme per ‘cuore’ cittadini”

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Roma, 18 gen. (Labitalia) – “Il mondo del lavoro con quello della salute può contribuire alla salute dei cittadini”. A dirlo oggi Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro, a Roma, presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, durante l’incontro ‘Insieme al mondo del lavoro per ridurre la mortalità delle malattie cardiovascolari’, promosso dalla Fondazione Italiana per il Cuore.
L’occasione è stata la presentazione dei risultati di ‘Lavora con il Cuore’, la campagna di prevenzione avviata nel 2015 dalla Fondazione Italiana per il Cuore, in condivisione con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’intento di valutare i principali fattori di rischio cardiovascolare tramite un semplice test del sangue.

“Sono convinto che si stia aprendo una nuova stagione illuminata, in cui il mondo del lavoro si coalizza sempre più con tutti i Soggetti che si occupano della salute dei cittadini” – commenta l’Onorevole Luigi Bobba, Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali -. “La salute del singolo individuo, infatti, è certamente un bene primario, ma lo è ancor più se anche il contesto lavorativo lo sostiene con adeguate ed integrate politiche di welfare. In questa ottica il Ministero del Lavoro con la Fondazione Italiana per il Cuore è riuscito a realizzare un significativo intervento per i suoi dipendenti mirato all’individuazione di eventuali patologie cardiovascolari, purtroppo in crescita in molti Paesi europei. L’iniziativa, portata avanti nel 2015 e nel 2016, rappresenta un grande esempio di sensibilità rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori che può indurre ad adottare stili di vita corretti, attivando un circolo virtuoso. Per un datore di lavoro, avere collaboratori in salute favorisce un ambiente di lavoro più armonioso, riduce i costi e incrementa efficienza e produttività. Questa importante azione di welfare rappresenta, altresì, un esempio di politiche di gestione del personale moderno volto a facilitare un rapporto di coalizione tra amministrazione e dipendenti”.

“Tra dicembre 2015 e febbraio 2016 -ricorda Stefania Cresti, direttore generale, direzione generale per le Politiche del personale, l’innovazione organizzativa- la campagna si è svolta nelle sedi centrali del ministero a Roma, e ha coinvolto circa 550 persone (25,8% uomini e 74,2% donne), il 56% dei dipendenti, con ottimi risultati in termini di informazione e sensibilizzazione”.
“A dimostrazione del fatto che -avverte- il mondo del lavoro rappresenta un’area privilegiata per iniziative di questo tipo, ricordiamo che il 10,5% delle persone coinvolte non aveva alcuna conoscenza dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari ma un 35% era composto da fumatori o ex fumatori, un 20% con stile di vita sedentario, e che circa il 21% ha scoperto in quella occasione di presentare fattori di rischio cardiovascolare aumentato”.

“La promozione di una sempre più forte -afferma Emanuela Folco, presidente Fondazione Italiana per il Cuore- della cultura della prevenzione cardiovascolare è un passo fondamentale verso un approccio congiunto tra aziende e istituzioni e più efficace a queste patologie in costante aumento”.
“Come Fondazione -sottolinea- ci siamo sempre posti in qualità di garante della bontà di progetti di alto valore sociale come Lavora con il Cuore. Per proseguire in questo percorso è imprescindibile la collaborazione e l’alleanza con altri gruppi che condividono con noi gli stessi scopi. Proprio in questi giorni, infatti, si è concluso il lungo percorso dei Lea dove il ministero della Salute ha voluto consolidare non solo sugli assistiti ma sulle singole persone la sua attenzione sulla salute del cittadino”.
Inoltre, dalle valutazioni effettuate sui dati della campagna in collaborazione con il Servizio prevenzione e protezione del Cnr di Roma e la Società italiana studio arteriosclerosi sezione Lazio, è emerso che il 98% dei lavoratori intervenuti ha giudicato molto positiva l’iniziativa affermando, nell’81% dei casi, che la campagna ha permesso di migliorare le proprie conoscenze sui fattori di rischio cardiovascolari. Il 97% ha dichiarato che avrebbe tenuto conto dei consigli ricevuti e ben il 68,5% si è detto intenzionato a parlarne con il proprio medico.

“Con particolare riferimento alle considerazioni sui fattori di rischio cardiovascolare -fa notare Roberto Volpe, ricercatore, servizio di Prevenzione e Protezione del Cnr di Roma- la campagna ha permesso di evidenziare che il 15% dei soggetti era iperteso, il 44% presentava alti livelli di colesterolo nel sangue, il 23% fumatore, il 20% non svolgeva alcuna attività fisica e il 44% era in sovrappeso, di cui l’11% obeso”.

“La bontà di iniziative -aggiunge- come questa e l’apporto che può dare la medicina sui posti di lavoro risiede, dunque, proprio nell’opportunità di andare ad evidenziare quei fattori di rischio su cui si può e si deve agire per una migliore prevenzione”.
Oltre ai dipendenti del ministero, sempre nel 2015-2016, la campagna ‘Lavora con il Cuore’ ha coinvolto i dipendenti della sede di Milano di Sanofi e quelli di Unamsi (Unione nazionale medico scientifica di informazione) coinvolgendo complessivamente più di 870 persone.