Callipo (Confsal Salfi): “In riforma Agenzie fiscali servono garanzie e coerenza”

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Roma, 25 set. (Labitalia) – “Un disegno riformista che, se risponde a reali esigenze e se appare sostenibile, anche in punto di legittimità costituzionale, va dall’altro inserito, pena la sua implosione, in un ineludibile contesto di garanzie procedurali, trasparenza applicativa, partecipazione sindacale, oggettività di criteri, coinvolgimento motivazionale delle risorse umane, coerenza fra obiettivi prefissati e strumenti utilizzati”. Questo il giudizio espresso da Sebastiano Callipo, segretario generale del Confsal Salfi, sindacato autonomo dei lavoratori finanziari, sul ddl di riorganizzazione delle Agenzie fiscali.
“Il ddl, al netto delle ombre e delle criticità, nonché della sua intrinseca ‘cripticità’, ovvero pericolosità prospettica, se da un lato risponde in termini trancianti – avverte – alle attuali gravi difficoltà operative, delinea dall’altro chiari percorsi di ‘autonoma gestione’ del personale, foriera di positivi risultati, se l’ampia discrezionalità rimessa alla classe dirigente non debordi in oscura e anarchica strategia gestoria, inascoltata ‘altera pars'”.
“L’autonomia – spiega – se è vero che è indispensabile per sostenere il cambiamento in atto nel riorientamento del fisco, innescato anche dalla legge fiscale 23/2014, è anche vero che essa, nelle sue diverse articolazioni, necessita di garanzie di trasparenza e oggettività dei criteri applicativi, di interlocuzione costante con le organizzazioni sindacali, di contrappesi e bilanciamenti vari, nonché di ‘sentinelle di legalità’, laddove tutto il personale andrà coinvolto e non travolto”.
“In particolare, necessiterà, attraverso e all’interno di una vera dialettica sindacale e concertazione negoziale, eliminare per sempre – prosegue Callipo – i tagli lineari, costruire una migliore articolazione regolamentare, stabilire in Convenzione macro obiettivi e una nuova quota incentivante, laddove per il personale urge deliberare un sistema di concorsi pubblici con opportuno tirocinio, una cornice di regole condivise, che governi il delicato sistema delle valutazioni del personale e celeri sviluppi di carriera, anch’essi concertati con le organizzazioni sindacali”.
“E infine – aggiunge – ineludibile è normare uno specifico comparto di contrattazione, nel quale trovi cittadinanza, fra l’altro, una area quadri, con la declinazione di un particolare ordinamento professionale, quale immediata risposta alle tante professionalità esistenti e oggi senza concrete prospettive di crescita professionale, per consentire una vera partecipazione di tutti i lavoratori alle nuove strategie aziendali, anche attraverso concorsi interni a loro riservati”.
“Banalmente, i percorsi di carriera stanno alla partecipazione dei lavoratori come il miglior funzionamento delle agenzie sta al cambia verso”, riassume il segretario generale del Confsal Salfi.