Certificato di nascita necessario per congedo di maternità in caso di parto prematuro

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La legge italiana consente alle donne lavoratrici dipendenti di ottenere il congedo di maternità, di restare a casa quindi, percependo comunque lo stipendio, per cinque mesi. Il congedo parte solitamente due mesi prima della data presunta del parto e si estende sino ai tre mesi successivi, permettendo alla mamma quindi di non lavorare durante il periodo finale della gravidanza, che è sicuramente il più pesante da sostenere sia a livello fisico che a livello psicologico, e offrendole anche la possibilità di prendersi cura del suo bambino durante i primissimi mesi di vita, quelli anche in questo caso in assoluto più delicati. Ovviamente questa legge è anche piuttosto flessibile: le mamme infatti hanno la possibilità di far slittare il congedo di maternità e possono scegliere di allungarlo percependo uno stipendio minore per alcuni mesi. Tutto poi dipende anche dalla tipologia di lavoro svolto: ci sono lavori infatti che obbligano la donna a restare a casa sin dal primo giorno di gravidanza, perché le attività svolte e i prodotti utilizzati durante quelle attività potrebbero essere pericolosi. Quella di cui vi abbiamo parlato è insomma una regola generale che può subire delle modifiche a seconda delle situazioni, ma quel che è certo è che si prende sempre in considerazione la data presunta del parto.

La data presunta del parto: madre natura non sempre la segue
La data presunta del parto può essere presa in considerazione però solo ed esclusivamente quando la gravidanza fila liscia come l’olio, quando cioè non insorgono complicazioni di alcun tipo. Ma che cosa accade in caso di parto prematuro? Le future neo mamme non vogliono parlare di questa evenienza, ne hanno paura, ma i parti prematuri sono molto diffusi e per fortuna oggi sono facilmente superabili sia dalla mamma che dal bambino grazie ai progressi che la medicina ha fatto: parlarne è importante, per capire come comportarsi anche ovviamente in relazione al congedo di maternità.

Parto prematuro e certificato di nascita
Ovviamente anche in caso di parto prematuro si ha il diritto ad ottenere il congedo di maternità. Il congedo partirà in questo caso proprio dalla data di nascita del bambino e andrà avanti per 5 mesi consecutivi, permettendo quindi alla mamma di poter usufruire senza alcuna difficoltà anche dei due mesi che avrebbero dovuto precedere il parto. Ovviamente però è necessario presentare il certificato di nascita del proprio bambino per poter usufruire del congedo.

Il certificato di nascita: quando presentarlo
Di certo una donna che ha appena dato alla luce il suo bambino in modo prematuro non avrà la testa di richiedere un certificato di nascita e di portarlo a chi di dovere. Può pensarci magari il marito o un altro parente, ma è vero che la legge italiana pensa a quanto sia difficile questa situazione e infatti permette alla donna di avere a disposizione 30 giorni di tempo per presentare il certificato di nascita del suo bambino.

Il certificato di nascita: dove richiederlo
Vi consigliamo caldamente di chiedere informazioni direttamente presso la struttura ospedaliera dove avete partorito per l’ottenimento del certificato di nascita in tempi brevi. Oggi comunque sono disponibili online anche degli appositi portali che vi permettono di ottenere questi documenti, certificato di nascita compreso, in modo semplice e soprattutto davvero molto veloce. Il bello è che la richiesta può essere fatta direttamente da computer, smartphone e tablet: anche il neo papà quindi potrà occuparsene la sera quando torno a casa dopo l’ospedale!