Il Consiglio Comunale aperto del 2 febbraio

Dibattito sulla vicenda di Banca Etruria

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Alessandro Ghinelli
Alessandro Ghinelli - Sindaco di Arezzo

È stato il presidente del Consiglio Comunale, Alessio Mattesini, a introdurre il Consiglio Comunale aperto convocato per discutere delle disposizioni nazionali sul sistema creditizio, “con il benvenuto a tutti gli intervenuti”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli ha subito precisato “che la seduta odierna è dedicata ai cittadini. Credo sia opportuno però inquadrare l’argomento facendo un po’ di cronistoria: Banca Etruria fu commissariata proprio due anni, nel febbraio 2015. Dopo questo fatto, il decreto legge 183, del novembre 2015, il cosiddetto ‘salva banche’, ha prodotto un elevato danno patrimoniale alla città e ai suoi risparmiatori. Dopo questo choc iniziale, ho scritto una prima lettera, il 15 dicembre 2015, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo di adoperarsi presso il Presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia affinché fossero adottate le misure necessarie per recuperare le risorse dei risparmiatori aretini. Un anno fa ho inviato una lettera a Matteo Renzi, chiedendo che fosse sottoscritta dai sindaci del territorio e ricevendo otto adesioni in tal senso. Assieme, chiedevamo nuovamente un intervento delle massime istituzioni affinché fossero annullati gli effetti del decreto ‘salva banche’. A seguire, il 16 febbraio 2016, anche questa volta con sei sindaci, ho avuto un incontro con il viceministro Morando per capire se fossero in vista provvedimenti utili a recuperare le perdite sofferte. Il 21 luglio, questo Consiglio Comunale ha approvato una proposta di delibera di iniziativa popolare per la costituzione a parte civile del Comune di Arezzo negli eventuali processi penali relativi al fallimento di Banca Etruria. Il 23 dicembre 2016 è stato approvato il decreto legge più recente che, nell’ottica di un recupero e di un sostegno a Monte del Paschi di Siena, ha destinato 20 miliardi di euro a favore di questo istituto e garantito, per i risparmiatori di quella città, il recupero del 100% del valore delle loro obbligazioni. A seguito di questo atto di disparità territoriale fra Banca Etruria e Mps ho scritto nuovamente al presidente Mattarella per ristabilire il giusto equilibrio fra le due situazioni. Nel decreto del dicembre scorso si parla di ‘grave perturbazione economica’ a giustificazione dell’intervento a favore della banca senese, ma tale situazione è assimilabile a quella che abbiamo riscontrato per Banca Etruria senza che analoghi provvedimenti di garanzia siano stati presi. Oggi abbiamo avuto la prima visita del vice-direttore di Ubi Banca nella sede aretina, mi aspettavo una telefonata che non ho ricevuto. Sarò io a cercare il presidente di Ubi e mi auguro di potermi avvalere di una delibera unanime di questo Consiglio Comunale sulla base di principi quali: la salvaguardia dei livelli occupazionali, del risparmio del territorio e dell’operatività di questa banca su Arezzo. Quest’ultima è la questione fondamentale: il territorio ha bisogno di una banca di riferimento e credo che, in quest’ottica, una vice-direzione generale debba restare ad Arezzo. Chiudo leggendovi i quattro punti che venivano chiesti al presidente Matteo Renzi giusto un anno fa, rilevando, purtroppo, che siamo ancora a questo punto: la valutazione del tasso di insolvenza sia rivisto in un range compatibile con il sistema patrimoniale di Banca Etruria e del sistema creditizio in generale; acquisizione della banca aretina da parte di un istituto di credito di elevata consistenza finanziaria e patrimoniale; la nuova banca mantenga i livelli occupazionali; l’acquirente s’impegni a mantenere il legame con il territorio. Ci interroghiamo ancora su tali questioni e lo facciamo nella sede rappresentativa più alta della città”.
I cittadini intervenuti hanno evidenziato come nella vicenda ci sia stata la volontà politica di non salvare i risparmiatori, gli emendamenti in commissione al Senato, sul decreto del 23 dicembre, non accettano alcuna parificazione Banca Etruria-Mps, si limitano ad ampliare il rimborso delle obbligazioni trasferite fra vivi, per l’arbitrato paventano ulteriori paletti. Gli intervenuti hanno altresì auspicato il totale rimborso degli obbligazionisti, messo in risalto i numeri di Banca Etruria – 1.500 dipendenti e molte filiali – la necessità di mantenere un centro decisionale o una sede legale ad Arezzo, l’ingiustizia e il senso di sopruso provato. La sottrazione di circa 320 milioni di euro all’economia, il salvataggio di Monte dei Paschi e il sacrificio imposto ai cittadini di Arezzo.
Il primo intervento dei consiglieri comunali è stato quello di Marco Casucci: “non posso non ricordare, intanto, l’impegno del segretario federale della Lega, sempre presente in città a ogni manifestazione. Per tutelare i toscani e gli aretini vittime del governo centrale. La vicenda Monte dei Paschi dimostra che le regole non valgono per tutti. Anche ammettendo che questo aiuto statale sia lodevole, ci vediamo costretti a chiedere un impegno analogo per chi ha investito in buona fede. I principi fondamentali sono parità di trattamento per ogni risparmiatore e paghi chi ha sbagliato”. Per la Lega Nord ha parlato anche Claudio Borghi, consigliere e portavoce dell’opposizione in Consiglio Regionale, che ha sottolineato “le responsabilità di Banca d’Italia, della magistratura quando non ha agito, del governo. La nuova Banca d’Italia sarà un istituto non indipendente ma sotto il controllo dei cittadini: questo faremo quando torneremo al governo. Quanto accaduto è perché qualcuno ha voluto mostrarsi ligio ai dettami dell’Europa. E temo non sia finita qui. La Costituzione tuttavia dice: il risparmio è tutelato in ogni sua forma. E nel risparmio rientrano anche le azioni. La normativa è stata approvata dai partiti, ovvero dai vostri rappresentanti, quindi occorre che nei loro confronti ci sia la giusta pressione perché lo stesso genere di atti non avvenga in futuro”.
Per il Movimento Cinque Stelle ha preso innanzitutto parola la deputata Chiara Gagnarli: “i punti oscuri sono veramente tanti. Un governo serio avrebbe chiesto, come minimo, chiarezza sui crediti deteriorati. In Senato abbiamo proposto alcuni emendamenti a tutela dei risparmiatori sui quali il governo non si è ancora pronunciato. Abbiamo richiesto una commissione di inchiesta già nel 2015, poteva essere fatta in tempi rapidi ma è ancora ferma”.
Daniele Bianchi, consigliere regionale Movimento Cinque Stelle: “il mantra che le banche italiane sono solide sta crollando. Solo in un paese come l’Italia si applica un decreto prima che entri in vigore. Questo paese si sta svegliando non ne possiamo più di uomini che giurano su una carta costituzionale che non piace ma che i cittadini italiani dicono di seguire. Ai tempi del commissariamento di Banca Etruria gli allarmi erano alti. A gennaio 2016 il Movimento 5 Stelle ha organizzato una manifestazione per evidenziare la situazione disastrosa e l’abbiamo replicata a settembre. Sono stati depositati anche due esposti alla procura di Arezzo. Ci siamo fatti portavoce delle istanze promosse dall’associazione vittime del salva banche. Noi saremo sempre a fianco dei truffati. I cittadini devono essere tutelati”.
Giovanni Donzelli, consigliere regionale Fratelli d’Italia: “le istituzioni hanno necessità di scusarsi con il popolo perché in un momento di crisi come quello attuale, andare a minare i risparmiatori è inaccettabile. Questa vicenda ha fatto perdere la certezza nei risparmi a tutti gli italiani. Siamo davanti a un’ingiustizia, perché chi ha fatto azioni sbagliate non ne ha pagato le conseguenze. Hanno fallito le istituzioni giudiziarie perché non hanno fatto le indagini quando le dovevano fare. Adesso c’è la vendita a Ubi, ma non sappiamo quali siano gli impegni aggiuntivi presi dal Governo con la Commissione Europea. Il decreto è salva banchieri, non ‘salva banche’ anche se lo hanno chiamato così. La disparità con i risparmiatori di Mps non è accettabile. Quando avviene quanto è accaduto le istituzioni perdono la faccia, c’è un solo modo per recuperare credibilità: far pagare le conseguenze a chi ha sbagliato e chi non ha fatto errori, cioè i risparmiatori, deve essere completamente rimborsato”.
Il consigliere comunale Francesco Romizi di Arezzo in Comune: “era importante che questa assise si riunisse e affrontasse questo problema anche prima di oggi. Andiamo verso un secondo atto, voglio ricordare il primo di iniziativa popolare approvato all’unanimità da questo Consiglio affinché il Comune si costituisca parte civile nelle vicende giudiziarie legate a Banca Etruria. Vorrei che grazie all’unanimità di quest’aula si riuscisse a fare pressione affinché passino gli emendamenti al decreto di dicembre 2016, grazie all’unione dei nostri parlamentari e superando le logiche di partito e territoriali. Non cadiamo nel gioco per cui i dipendenti sono nemici, lo dico rivolgendomi ai risparmiatori e ai sindacati. I dipendenti non sono i truffatori e i risparmiatori i truffati, i responsabili stanno da un’altra parte. Auspico che si attivi in maniera forte la procura nei confronti di Banca d’Italia. La nostra banca negli ultimi decenni è stata guidata da un potere trasversale che ha guidato gli interessi della banca e gran parte degli interessi economici della città”.
Il consigliere comunale Paolo Bertini, gruppo misto: “la cattiva amministrazione di questo istituto ha portato a depauperare una cifra impressionante di denaro, compresi i risparmi. La situazione sta diventando una lotta tra poveri, perseguire i dipendenti che hanno più o meno volontariamente truffato è il primo livello, dietro ci sono animali molto più feroci che hanno agito male. Il problema è sostanzialmente di responsabilità politica: sul bail in o c’è completo asservimento a volontà che arrivano dall’esterno o c’è completa ignoranza. Il nostro sistema bancario fa molta difficoltà: un governo che non si rende conto di questa situazione e che nel 2013 assume un provvedimento simile è sconsiderato. Tutto quello che è venuto dopo è conseguente. La cecità è non rendersi conto che il nostro sistema ha bisogno di un sostegno complessivo. Banca Etruria è stata una devastazione per l’intero sistema del risparmio che ha fatto crollare la fiducia nei confronti del sistema bancario. Il significato di un’assise così trasversale è che tutta la città si stringe intorno al problema. L’economia di questa città è in bilico, ci vuole compartecipazione di tutti”.
Alessandro Caneschi ha letto una nota della senatrice Donella Mattesini: “nelle prossime ore la commissione finanze esaminerà gli emendamenti. In questi mesi sono stati molti i momenti di confronto sulle problematiche di Banca Etruria. Nelle scorse settimane ci siamo impegnati a fondo sul decreto ‘salva risparmio’. Accanto al tema del giusto ristoro dei risparmiatori c’è quello della garanzia che la banca resti un istituto di credito radicato nel territorio. La richiesta di giustizia è forte e bisogna individuare le figure responsabili di questo collasso. Per questo sono tra i proponenti di una commissione parlamentare d’inchiesta con poteri pari alla magistratura che indaghi sul sistema bancario”. Per il Partito democratico è intervenuto anche il deputato Marco Donati: “una giornata importante per Arezzo. In molti paesi europei, Irlanda, Germania, Spagna, si è intervenuti a favore delle banche, con investimenti importanti come quota percentuale del pil, poteva essere fatto anche in Italia. In Parlamento, nel 2015, larga parte delle forze politiche votò a favore o si astenne sull’applicabilità delle normative europee. Personalmente ho cercato di rendermi conto di ciò che era successo e i primi risultati sono stati ottenuti grazie alla nostra pressione, capisco che dovevano essere prese posizioni molto più forti ma dobbiamo trovare soluzione al problema della ricapitalizzazione del sistema bancario nel suo complesso. È giusto fare presente che c’è stata una penalizzazione ma questa città poteva fare di più con un pizzico in meno di speculazione politica. In questi giorni dobbiamo capire se il ministero dell’economia ha i margini per tornare indietro e risarcire i risparmiatori, però serve una voce univoca. Sulle responsabilità devo dire che ho fiducia nella magistratura, sono partiti avvisi di garanzia, ci sono indagini, a questo dobbiamo attenerci. Se il Parlamento varerà una commissione di inchiesta sarà legittimata a fare piena chiarezza sul perché la vigilanza è mancata per Arezzo. Sulla questione di mantenere in città una direzione o una sede legale, aggiungo che saranno importante anche considerazioni logistiche. Sono stato assessore al bilancio del Comune di Arezzo, ho lasciato l’ente virtuoso, ho sempre pensato che gli amministratori debbano comportarsi come un buon padre di famiglia. Questo è il mio impegno anche in Parlamento”.
Il consigliere comunale Federico Scapecchi: “sono stati anni difficili, cominciati con i mesi di commissariamento che hanno peggiorato la situazione della banca. Veniamo alle differenze principali tra Banca Etruria e Monte dei Paschi: solo nel caso della prima è stata rilevata la sua insolvenza. Nel frattempo, il fondo interbancario era intervenuto per una banca minore abruzzese, perché per Banca Etruria non è stato fatto? Abbiamo preparato un ordine del giorno che ci auguriamo raggiunga l’unanimità: intanto chiediamo con esso che vengano riconosciuti degli errori commessi, senza polemica ma pensando al futuro della banca. Chiediamo poi che questa banca resti in città. I dipendenti sono stati risparmiatori, alcuni erano obbligazionisti subordinati, anch’essi sono la parte debole e al tempo stesso professionalità imprescindibili”. Per Forza Italia è intervenuto anche Maurizio d’Ettore, coordinatore provinciale: “chi è stato colpito dalla vicenda, chiede innanzitutto la ricostituzione di una comunità coesa a partire da questo Consiglio Comunale. Il sindaco sta lavorando da mesi a questo obiettivo, sarebbe irriconoscente non rilevarlo. La voce di questa comunità, di questo territorio, deve essere chiara per chiedere il ristoro completo dei risparmiatori. L’ordine del giorno è chiaro su questo. Una battaglia contro la banca è sbagliata, l’istituto va visto sempre come una risorsa di cui la città ha bisogno. E poi c’è un principio: l’articolo 47 della Costituzione che prevede la tutela del risparmio. È stato riconosciuto, anche dalla Suprema Corte, come principio inderogabile del sistema capace di resistere anche dinanzi a una normativa europea. Sulle responsabilità ci sarà la magistratura e una commissione parlamentare chiamate a lavorare. Oggi però c’è la questione è quella dell’immediata tutela dei risparmiatori”.
Il consigliere comunale Giovanni Bonacci di Ora Ghinelli : “sono tante le domande emerse, dall’insolvenza della banca ai risparmiatori sui quali sono cadute colpe improprie, dal fondo tutela dei depositi che non è scattato alle norme costituzionali violate. Cosa possiamo fare oggi per contribuire a rispondere: non aggiungere agli errori del passato analoghi errori in futuro. È ancora possibile che lo choc normativo sia il frutto avvelenato di qualche zelante euro-burocrate, di una normativa eccessivamente articolata applicata freddamente. Riconciliare i temi della tutela dei risparmiatori, della difesa dei dipendenti e del presidio bancario sul territorio è ancora possibile”.
Nella sua replica il sindaco Alessandro Ghinelli ha prima ringraziato gli intervenuti per “i contributi offerti alla discussione” e ha poi rilevato come “già all’inizio dell’anno avevo chiesto un Consiglio Comunale aperto sul tema. È stato possibile convocarlo solo oggi. Ma al di là dell’aspetto temporale, è più rilevante quello legato ai contenuti del documento che il Consiglio Comunale voterà. Intanto doveva essere ricercata piena condivisione, in vista di una sua approvazione unanime. Di conseguenza, sarà proprio tale unanimità la forza di cui potrà avvalersi, nelle sedi opportune, chi si farà portavoce delle esigenze di Arezzo e del suo territorio. Impegno che mi assumo personalmente”.
Il documento, illustrato da Federico Scapecchi, esprime piena solidarietà ai risparmiatori, invita il Parlamento ad approvare gli emendamenti al decreto ‘salva risparmio’ sulla base di un principio di equità di trattamento per tutte le banche. Invita la Regione ad adoperarsi a sostenere gli emendamenti e a discuterne come è successo ad Arezzo. Invita il sindaco a sostenere gli emendamenti, chiede un incontro a Ubi fin da subito per fare capire quanto importante sia mantenere una banca del territorio, presente da oltre 130 anni, e per discutere di occupazione”.
In sede di dichiarazioni di voto hanno espresso considerazioni favorevoli al documento Luciano Ralli, Francesco Romizi, Paolo Bertini e Paolo Lepri. Documento approvato con 28 voti unanimi favorevoli.