Giancarlo (Confsal Vvf): “In manovra più impegno n potenziamento vigili fuoco”

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Roma, 10 nov. (Labitalia) – “La legge di stabilità prevede un piano quinquennale di potenziamento del Corpo dei vigili del fuoco pari a 1.300 unità, garantendo chiaramente il turn over previsto, oltre a risorse per il parco automezzi. Ma 1.300 unità non sono affatto sufficienti perché il Corpo, sempre più interessato da continue emergenze, annovera una carenza di organico pari a 3.500 unità”. Ad affermarlo a Labitalia è Franco Giancarlo, segretario generale della Confsal Vigili dei fuoco.
“Ringraziamo, quindi, il governo per l’attenzione dimostrata con questo provvedimento di potenziamento, ma gradiremmo un impegno maggiore”, avverte. “Questo permetterebbe anche – osserva – di dare una risposta sia agli idonei delle graduatorie dei concorsi ancora aperte sia alla prevista stabilizzazione del personale precario dei vigili del fuoco, tema che sappiamo essere molto a cuore alla ministra Madia”.
Per quanto riguarda il confronto sulla previdenza, Giancarlo ricorda che “l’attuale riforma in atto sulla previdenza non riguarda il comparto di soccorso pubblico Vigili del fuoco come anche il comparto Sicurezza e Difesa”. “La legge 183/2010, infatti, riconosce già la specificità di questo tipo di lavoro, di fatto considerato usurante. Inoltre, l’età pensionabile per questi comparti è fissata a 60 anni, poiché è un tipo di attività lavorativa che non può andare oltre questa età, essendo questi lavoratori sottoposti a sforzi, a turni massacranti, a un lavoro fisico specifico che non sarebbe consentito oltre quel limite di età”, chiarisce.
Quindi, un ulteriore appello sul confronto in corso tra governo e sindacati. “Su manovra e previdenza – dice – il governo il 2 novembre ha convocato le confederazioni sindacali ma non la Confsal, che è la quarta confederazione, con 1,4 mln di iscritti, e questo lo riteniamo grave. Per questo, dopo esserci appellati al presidente del Consiglio Gentiloni, che riteniamo peraltro una persona seria, equilibrata, concreta e capace, ci appelliamo ora al Presidente della Repubblica Mattarella, garante dei diritti e della dignità di tutti, affinché ristabilisca gli equilibri”.
“Ricordiamo che rappresentiamo il 10% della forza votante del Paese e abbiamo un dovere di tutela e di rappresentanza verso tutti i nostri iscritti e non vorremmo assolutamente rappresentare loro che il governo applica delle differenze inaccettabili”, avverte. “Ci auguriamo che alla fine prevalga il buon senso e che nella riunione di lunedì 13 novembre, magari anche in un tavolo separato, sia convocata anche la quarta confederazione sindacale”, conclude.