“Gli Indifferenti” un romanzo di Alberto Moravia

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Recensione a cura di Irene Mori 

Alberto Pincherle (vero nome di Alberto Moravia) è stato un importante scrittore italiano. Nacque nel 1907 a Roma, da una famiglia borghese. Dopo un’infanzia relativamente serena, si ammalò di tubercolosi ossea, fatto che rese difficile e discontinua la sua istruzione, nonostante fosse un vorace lettore. Questa malattia terribile, che lo lasciò in parte claudicante, ebbe una grande influenza sulla sua vita, e, soprattutto, sullo sviluppo della sua sensibilità.

Infatti fu nel 1925, a diciotto anni, che iniziò la prima stesura de Gli indifferenti, poi pubblicato con successo nel 1929.

Tra gli altri suoi romanzi più famosi è d’obbligo menzionare La ciociara, da cui fu tratto un film per la regia di Vittorio de Sica, e I racconti, che gli fece vincere il Premio Strega nel 1952.

Di sicuro la sua non fu una vita serena, soprattutto dopo gli anni Trenta, anche a causa delle sue origini ebree per parte di madre. Un altro fatto molto rilevante è che fu sposato con una importante scrittrice italiana, Elsa Morante.

Il romanzo narra le vicissitudini di un’annoiata famiglia borghese: una madre, Mariagrazia, e due figli giovani, Leo e Carla. Mariagrazia ha come amante Leo Merumeci, spietato uomo d’affari che cerca in ogni modo d’impossessarsi della loro villa di famiglia. Ma Merumeci è anche tentato d’impossessarsi della giovane e fresca Carla, che lo disprezza ma non lo disdegna per via delle sue ricchezze.

Leo, il fratello, intreccia una storia con Lisa, un’amica della madre, anch’essa ex amante di Merumeci.

Quello che sembra accomunare i personaggi di questo romanzo è l’assoluta indifferenza. Indifferenza verso gli altri, indifferenza verso i sentimenti, indifferenza verso il destino dei propri famigliari.

La borghesia in declino di Roma, in questo romanzo, riflette tutti i difetti e le ipocrisie di un’epoca in crisi ma ancora profondamente attaccata a determinati stili di vita a cui non si può rinunciare. Ma questa vita vissuta nelle feste patinate e nei contatti giusti porta a un lento ma inevitabile svuotarsi dell’anima. E ai personaggi non rimane niente da fare se non andare avanti nella maniera più egoista possibile.

Quello che colpisce di questo romanzo è, in un certo senso, l’attualità del messaggio che trasmette. Questa indifferenza che si propaga tra i protagonisti del libro è la stessa che continua a sperimentare la nostra società.  

Gli indifferenti, Alberto Moravia, editore Bompiani, p.340, euro 11,05