Grande successo di iscrizioni per “A come Accoglienza”. Parte il corso di formazione per operatori accoglienza richiedenti asilo e rifugiati

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A Come Accoglienza
A Come Accoglienza

“A come Accoglienza” è il titolo del ciclo di incontri dedicati all’accoglienza dei Migranti che partirà il prossimo 14 marzo 2017. Un percorso di formazione che si articolerà in 14 incontri e avrà la finalità di fornire competenze e conoscenze di base sull’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati nel nostro territorio. Il corso è rivolto ai volontari attivi, responsabili delle associazioni di volontariato, aspiranti volontari e volontari in servizio civile regionale e nazionale.

“E’ una grande opportunità per tutti gli operatori di aggiornarsi in un settore, dove siamo chiamati sempre più spesso a fronteggiare – ha dichiarato Eleonora Ducci vice presidente della Provincia nel corso della conferenza stampa. – Stare al passo dei tempi in un mondo che cambia, richiede consapevolezza e l’adeguata conoscenza, ma grazie a dei professionisti accreditati, riusciremo ad intervenire maggiormente anche per tutelare quei soggetti più deboli. Un progetto che vede già tanti iscritti, che oltre alla valenza sociale, può diventare sicuramente un’occasione per affacciarsi nel mondo del lavoro – ha concluso Ducci.” L’iniziativa è promossa da Arcisolidarietà Arezzo, con il Bando Formazione del CESVOT ed in stretta collaborazione del Progetto SPRAR, Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati, di cui capofila è la Provincia di Arezzo. Partner del progetto sono quindi la Provincia di Arezzo, Arci Servizio Civile Arezzo, Cooperativa Sociale L’Albero e LA Rua, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale.

“Il fenomeno migratorio ad Arezzo non è vissuta come emergenza, a differenza di altri territori italiani, – ha aggiunto Lorenzo Rossi Presidente del Cesvot -. Qui abbiamo un’ottima sinergia tra pubblico e privato che garantisce una presenza costante nel territorio , con sistemi di inclusione che vanno al di la delle esigenze pratiche, ma anche di supporto dal punto di vista psicologico. Si vuole attraverso questi corsi dare degli strumenti conoscitivi, per affrontare nei giusti modi una tematica che da noi non è mai stata vissuta come un problema.” Le docenze riguarderanno infatti le normative ed i sistemi di protezioni attivi in Italia, i contesti socio-politici-culturali delle migrazioni forzate, la tutela sanitaria e psicologica dei richiedenti asilo, il diritto alla salute, le donne vittime di tratta e violenza, l’inclusione sociale e lavorativa. Il corso prevede un totale di 34 ore di formazione articolate in lezioni frontali e lavoro di gruppo, per facilitare la sedimentazione dei contenuti appresi e migliorare l’efficacia operativa del gruppo in formazione. Il corso è proposto da Arcisolidarietà Arezzo in rete associativa con Orchestra Multietnica di Arezzo, Associazione Anterlux e UISP Solidarietà Arezzo. “Il progetto nasce dall’esigenza di migliorare le competenze e le conoscenze degli operatori delle associazioni di volontariato in tema di accoglienza dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati nel nostro Paese – ha dichiarato Laura Vichi, referente Arci del progetto. – E’ un contributo concreto, uno zoom sul territorio aretino, portando la nostra esperienza, per trasmettere la cultura dell’accoglienza e far superare ogni pregiudizio, contribuendo così a dare un immagine diversa dello straniero.” Nel nostro territorio da alcuni anni sono attivi numerosi progetti di accoglienza, di tipo emergenziale o strutturato, che mettono il mondo del volontariato di fronte a nuove sfide e che richiedono competenze sempre più specializzate. Spesso il mondo del volontariato è coinvolto in reti di organizzazioni di terzo settore che lavorano nel settore dell’accoglienza ai profughi e ai richiedenti asilo, mettendo a disposizione i propri volontari e le proprie attività. Attraverso il progetto proposto si intendono rafforzare queste reti di collaborazione, formando volontari sempre più competenti e attrezzati ad affrontare la sfida dell’incontro tra culture e tradizioni diverse, costruendo una comunità coesa e in pacifica convivenza.

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Dirigente dell’Arci di Arezzo, figura storica dell’associazione e riferimento dei circoli, è da anni impegnata mondo del terzo settore aretino, ricoprendo ruoli dirigenziali anche a livello nazionale.
Operatore culturale e socia fondatrice di una importante cooperativa, collabora, fin dalla sua apertura, con il Teatro Verdi di Monte San Savino, paese di nascita e di impegno sociale e politico.
Appassionata di cinema, teatro e musica, con l’idea che la cultura popolare sia l’anima delle comunità locali, svolge anche attività organizzativa e di collaborazione con numerosi festival musicali del territorio aretino e provinciale.