L.elettorale: Alfano, non è quella che volevamo noi ma era l’unico compromesso

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Palermo, 14 ott. (AdnKronos) – “Noi la riteniamo una buona legge elettorale, non perché è quella che volevamo noi, noi volevamo ad esempio le preferenze, ma siccome le leggi elettorali non si fanno con un proclama o con un megafono, ma con una votazione in Parlamento, questo testo era l’unico compromesso possibile che consentiva di raggiungere la maggioranza in Parlamento, e infatti la maggioranza è stata raggiunta con scrutinio segreto. Allora, bisogna fare i conti con la realtà”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano parlando della legge elettorale approvato giovedì sera a Montecitorio con voto segreto.
“Di principi sani sono pieni i libri, ma quando si applicano magari non funzionano – dice Alfano – mentre noi abbiamo dato prova di potere approvare una legge elettorale che ha due terzi di proporzionale e un terzo di maggioritario, facendo un mix tra le due tradizioni italiane”. “Che poi questo mix darà o no la maggioranza la sera del voto – dice ancora il ministro Alfano – vorrei sottolineare che qui sono seduto esponenti politici che hanno votato sì al referendum costituzionale che prevedeva una legge con il ballottaggio e che avrebbe dato un premio di maggioranza a chi prendeva il 40 per cento, chi non lo prendeva arriva al ballottaggio e la sera del voto avremmo avuto il risultato definitivo. Se ci sono tre poli, o fai il ballottaggio o neppure il mago Zurlì può sapere quale sarà la maggioranza la sera del voto”.