L’Arezzo sconfitto dall’Olbia gioca bene solo un tempo

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Tornano i fantasmi che ad Arezzo si sperava fossero ormai vinti. Invece no. Dopo un primo tempo nel quale i padfroni di casa hanno espresso un gioco che in Serie C si vede di rado e nel quale hanno costruito 7-8 palle gol e deliziato i propri tifosi ecco la metamorfosi. E’ come se la squadra, con tutte le sue certezze, i suoi fraseggi, la sua intensità nell’intervallo avesse preso il pulmann per lasciare il posto ad un undici completamente diverso. Un Arezzo double face che nessuno si aspettava. Un incubo (sportivo) che è riemerso nella seconda parte della gara. L’Olbia non è riuscita, per tutto il primo tempo, aad esprimere il proprio gioco, ad impostare la gara sul binario che più le si addice ma ha comuqne avuto un paio di occasioni per segnare ed in entrambe Borra ci ha nesso una pezza. Ma è stato l’Arezzo che, lo ripetiamo ancora, è andato al riposo potendo recriminare per un vantaggio, meritato, ma che non si era concretizato.

Poi ecco il rientro in campo. Subito una sostituzione comandata da Pavanel con Disanto che prendeva il posto di Di Nardo 8oggi decisamente sotto tono). Sin dall’inizio però erano gli ospiti ad impensierire la retroguardia amaranto tanto è vero che già dopo appena due minuto si erano contate due situazioni di pericolo nell’area aretina. Tutti si attendevano la scossa, la reazione, invece nulla. Pavanel provava a dare uno scossone portando altre variazioni nell’organigo sino a quando ha realizzato che oggi non era proprio giornata ed allora ha rinforzato la difesa inserendo Ferrario al posto di Moscardelli. La mossa presupponeva il manenimento del risultato sulla parità ma, appena ripreso il gioco, ecco il goal dell’Olbia.

Alla fine le due squadre si sino aggiudicate un tenpo a testa solo che l’Arezzo, nei suoi 45’, non è riuscito a superare Aresti al contrario di quanto fatto dall’Olbia che, nonostante Borra migliore in campo, è riuscita a segnare il goal che le valso la vittoria.

Gli amaranto hanno subito la 3^ sconfitta interna in 4 gare e la situazione di classifica è sempre più difficile. Un inizio di campionato pessimo e la penalizzazione che arriverà a novembre (a proposito il 16 ottobre scade il termine per il pagamento di stipendi e contributi e se la società non provvedesse al saldo ci sarebbe un’uletriore penalizzazione) hannop reso indispensabile un inversione di rotta, quella che abbiamo visto nelle tre gare precedenti e che non può essere svanita all’improvviso durante i 15’ di riposo odierni.

Si deve ripartire da quanto di buono si è visto oggi. Un gioco bello e divertente che ha riportato i tofosi ad applaudire i propri beniamini al termine della gara nonostante la sconfitta. Sintomo questo di un ritrovato feeling tra squadra e tifoseria, quello che invece è del tutto inestente tra questa e la società. Anche oggi cori ed uno striscione contro il Presidente Ferretti presente in tribuna. Un rapporto ormai solo formale quello tra la proprietà ed i tifosi (specie quelli della curva).

Infine una curiosità. Come aveva già annunciato nel suo profilo FB era presente allo stadio l’ex bomber amaranto Corrado Pilleddu omaggiato dai tifosi che sempre lo hanno nel cuore.

Tabellino:

Arezzo: Borra, Rinaldi, Varga, Corradi, Foglia, Moscardelli (dal 37’ st Ferrario), Muscat (dal 27’ st D’Ursi), Luciani, De Feudis, Di Nardo (dal 1’ st Disanto), Cenetti (dal 9’ st Talarico).

Non entrati: Ferrari, Cellini, Ravanelli, Benucci, Crisuolo, Quero, Franchetti

Allenatore: massimo PAVANEL

Olbia: Aresti, Pinna, Dametto, Murgia (dal 37’ st Vispo), Oguanseye (dal 46’ Senesi), Ragatzu, Pennington (dal 37’ st Biancu), Pisano, Muroni, Feola, Leverbe.

Non entrati: Idrissi, Van Der Want, Manca, Iotti, Da Cunha, Arras, Cotali

Allenatore: Bernardo MEREU

Arbitro: COLOMBO (Sez. Como) – Assistenti: MARTINELLI – DE AMBROSIS

Reti: 40’ St Oguanseye (Olbia)

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Aretino innamorato della mia città nella quale vivo e svolgo la mia attività di commercialista nello studio di cui sono titolare. Tra i miei interessi non potevano mancare la Giostra del Saracino e l'Arezzo Calcio che seguo ormai da 20 anni con servizi ed articoli su alcune testate locali. Sono appasionato di musica lirica e classica oltre che di storia con un particolare riguardo, oltre a quella locale, per la storia dell'alimentazione e della gastronomia.