Macchiesi (Flai Cgil): “In Nestlè a rischio 800 addetti, 6 ottobre sciopero in tutta Italia”

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Roma, 4 set. (Labitalia) – Circa 800 lavoratori a rischio licenziamento da qui a giugno 2018 in tutta Italia. E’ l’allarme sulla vertenza Nestlè che lancia la Flai Cgil, che, insieme agli altri sindacati di categoria Fai Cisl e Uila, ha proclamato per venerdì 6 ottobre 8 ore di sciopero di tutti gli addetti di Nestlè e Froneri in Italia.
“Oggi Nestlè in Italia -spiega in un’intervista a Labitalia Mauro Macchiesi, segretario nazionale della Flai Cgil, che segue da sempre la vertenza- ha circa 3mila dipendenti. Il problema è che, da quando uno dei fondi finanziari più aggressivi ha preso il controllo di Nestlè Mondo e vuole portare la redditività del Gruppo dal 10 al 30%, è evidente che le produzioni presenti in Italia sono penalizzate, visto che sono produzioni tradizionali che hanno necessità di tempo per realizzare redditività. E quindi non fanno allo scopo di questo fondo finanziario”.
“Venerdì -rimarca Macchiesi- noi faremo lo sciopero in tutto il Gruppo perché sono circa 800 i lavoratori che rischiano da qui al prossimo giugno di essere licenziati. Oltre alla Perugina con i 364 esuberi dichiarati, c’è la chiusura dello stabilimento per la produzione di gelato dell’Antica Gelateria del Corso e Motta a Parma dove Nestlè è al 50% con un’altra società privata”.
E non è finita qui. “E poi c’è lo stabilimento di Moretta -aggiunge Macchiesi- dove si fa la pasta fresca, sul quale c’è stato un tentativo di vendita non riuscito ma su cui stiamo attendendo evidentemente altre soluzioni. Si sta chiudendo inoltre l’unico centro sperimentale sulla pasta fresca ad Arezzo in cui ci sono 15 dipendenti, e per il quale è previsto lo spostamento in Polonia”.
“Inoltre -spiega ancora Macchiesi- attendiamo nel giro di qualche settimana i problemi che ci saranno sulla sede, perché sappiamo che Nestlè Europa sta studiando un sistema di accentramento dei servizi e gli esuberi potrebbero arrivare alle 150-180 unità”.
“Per questo motivo, per venerdì abbiamo proclamato 8 ore di sciopero -conclude Macchiesi- e ci attendiamo delle risposte dall’azienda, ma noi crediamo che anche il governo debba chiedere conto a Nestlè perché il rischio è che l’Italia diventi per l’azienda un bel mercato ma meno rilevante dal punto di vista produttivo”.