Mezzogiorno fuori dalla recessione ma ora vanno affrontate le emergenze sociali

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Roma, 7 nov. (AdnKronos) – Il Mezzogiorno è uscito dalla recessione ma ora vanno affrontate le emergenze sociali e tenere insieme crescita e inclusione. Ad affermarlo è il viceministro, Teresa Bellanova, commentando il Rapporto Svimez 2017 sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi alla Camera.
“Come già nelle anticipazioni di luglio, il Rapporto che Svimez – dice Bellanovas – ci consegna oggi sul Mezzogiorno è importante e significativo: perché illumina con la giusta attenzione i tanti segni + che anche nel Mezzogiorno si confermano grazie alla strategia di sistema inaugurata in questi anni a partire dal Governo Renzi, perché conferma il ruolo trainante e il valore aggiunto del Mezzogiorno se messo nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie eccellenze, perché puntualizza come la domanda interna del Sud attivi circa il 14 per cento del prodotto interno lordo centro-settentrionale ed indica con chiarezza la necessità di precisi strumenti non emergenziali e specifici rivolti alle imprese meridionali perché venga loro garantito l’accesso agli strumenti di politica industriale nazionale. Una indicazione precisa, che merita tutta la nostra attenzione”
“Svimez – prosegue Bellanova – ci dice che il Mezzogiorno è uscito dalla lunga recessione, che nel 2016 ha consolidato la ripresa registrando una performance per il secondo anno superiore rispetto al resto del Paese, che l’industria manifatturiera meridionale cresce a ritmi doppi rispetto al resto del Paese, che l’agricoltura è un valore aggiunto enorme e un segmento dalle straordinarie potenzialità e occasioni, e che le previsioni 2017-2018 si confermano positive, con tassi di crescita di poco inferiori a quelli del Centro-Nord”.
“Contemporaneamente – evidenzia Bellanova – ci parla di una ripresa congiunturale insufficiente ad affrontare le emergenze sociali e dell’urgenza di misure a carattere strutturale che permettano alle nostre imprese di utilizzare compiutamente gli strumenti della politica nazionale, perché la ripresa industriale si estenda in modo omogeneo anche alle medie, piccole, e piccolissime”.
Per Bellanova, “questo è un punto nevralgico, su cui è evidente la necessità di intervenire e su cui è necessaria una forte alleanza con l’intera filiera istituzionale perché le risorse a disposizione, statali ed europee, siano tutte utilmente investite e utilizzate”.
“Tenere insieme crescita ed inclusione è la parola d’ordine obbligata: per “disancorare” il Sud da una spirale di bassi salari, bassa produttività e bassa competitività, per aumentare la domanda interna e sostenere la fiducia delle famiglie per ritorna a crescere, per rendere omogeneo lo sviluppo di ogni regionale meridionale. Il punto discriminante è, finalmente, essere riusciti ad invertire una tendenza che sembrava inscalfibile. Ed esserci riusciti è un risultato enorme”, conclude Bellanova.