Il monastero di S. Maria in Gradi in Arezzo

Martedì 14 novembre “Appunti per la storia della cultura nel territorio aretino” organizzato dalla Società Storica Aretina

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Nuova conferenza martedì 14 novembre per il ciclo “Appunti per la storia della cultura nel territorio aretino”, organizzato dalla Società storica aretina con il patrocinio del Comune di Arezzo. Sara Faralli parlerà sul tema “Il monastero di S. Maria in Gradi in Arezzo: antichità perdute e riscoperte tra Cinquecento e Settecento”, come di consueto all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, alle ore 17,30. Curato da Luca Berti e dedicato alla memoria di Alberto Fatucchi, socio fondatore e socio onorario del sodalizio recentemente scomparso, il ciclo di conferenze si propone di delineare ed approfondire momenti, istituzioni e figure significative del territorio aretino, cercando di cogliere i nessi che legano il mondo della cultura alla realtà sociale, dalla quale è condizionato e con la quale interagisce.
​Nel monastero e nella chiesa di S. Maria in Gradi in Arezzo furono raccolti nel corso dei secoli monumenti funerari romani, frammenti di sarcofagi e iscrizioni antiche. Questi materiali lapidei, in parte perduti e in parte oggi collocati altrove, giunsero in tempi e modi diversi: alcuni furono probabilmente rinvenuti nelle vicinanze della chiesa, altri arrivarono da vari luoghi, della città e non solo. La conferenza vuole ripercorrere la storia del complesso di S. Maria in Gradi e dei monumenti antichi che in essa furono nel corso dei secoli riutilizzati, dispersi, traslati, ma anche casualmente riscoperti.
​Sara Faralli è laureata in Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana e dottore di ricerca in Storia e civiltà del mondo antico presso l’Università di Firenze (dove è “cultore della materia” nell’ambito dell’insegnamento di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana). Attualmente dipendente del Polo Museale della Toscana (Mibact), lavora presso il Museo archeologico nazionale “Cilnio Mecenate” di Arezzo. È autrice di studi e lavori di argomento archeologico, in particolare in materia di collezionismo e di reimpiego di antichità, statuaria e piccola plastica in bronzo di epoca romana, con particolare interesse ad Arezzo, Chiusi e Firenze.
La conferenza successiva, “La ridefinizione dell’identità aretina nei primi decenni del Novecento”, è in programma il 28 novembre e sarà tenuta da Luca Berti. Come di consueto, gli incontri in programma all’Auditorium Ducci sono ad ingresso libero, con dibattito finale aperto a tutti. Il ciclo di conferenze si protrarrà fino all’inizio del mese di dicembre.