Paradise Papers, si allunga lista delle star offshore

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Londra, 8 nov. (AdnKronos) – Dopo i nomi di Madonna e Bono Vox, dalla lettura dei 13,4 milioni di file dei Paradise Papers emergono altri nomi di super star dell’entertainment mondiale. Alcuni compaiono come investitori in società con sede nei paradisi fiscali, altri perché interessati all’acquisto di proprietà, altri ancora perché hanno trasferito offshore i proventi delle loro attività. Come sottolinea il ‘Guardian’, che fa parte del consorzio internazionale responsabile dell’inchiesta, non è necessariamente illegale spostare soldi offshore, come non è certo che alcuni dei nomi coinvolti fossero a completa conoscenza di come venivano investiti i loro soldi.
Eppure, non c’è dubbio che la sensibilità dell’opinione pubblica internazionale negli ultimi anni è molto cresciuta riguardo al tema dei paradisi fiscali e di come i ricchi e i super ricchi riescano spesso ad eludere il fisco dirottando offshore i loro investimenti e guadagni. Per questo, le star finite nell’inchiesta giornalistica rischiano di vedere in parte compromessa la propria immagine pubblica.
Uno dei nomi illustri è quello del produttore hollywoodiano Harvey Weinstein, con un’immagine già ampiamente compromessa, dopo essere caduto in disgrazia sotto il peso di decine di accuse per molestie e violenze sessuali. Weinstein investì in un’azienda con sede alle Bermuda, la Scientia Health Group Ltd, della quale acquistò duemila azioni nel novembre del 2001. Insieme a Weinstein, investì soldi nella Health anche la celebre conduttrice televisiva statunitense, Martha Stewart, che anni fa finì in carcere per un’accusa di insider trading. Né Weinstein né la Stewart hanno voluto rispondere alle domande del Guardian.
Bermuda era la sede anche di un’altra azienda del settore farmaceutico, la SafeGard Medical Ltd, poi chiusa nel 2013. Tra gli investitori compare il nome di Madonna, che acquistò nel 1998 2mila azioni dell’azienda. La cantante non ha voluto rispondere alle richieste di chiarimenti del quotidiano britannico. Così come ha preferito non rilasciare commenti un’altra star con interessi offshore: Justin Timberlake. Nel 2015, il cantante e attore fondò nel Delaware una società per “l’acquisto di proprietà immobiliari” nelle Bahamas. Timberlake è anche uno dei principali azionisti della Nexus Luxury Collection, altra società attiva alle Bahamas, della quale sono azionisti anche il golfista Tiger Woods e il finanziere Joe Lewis. Tra le principali proprietà della Nexus compare un campo da golf a 18 buche a Albany, un noto resort delle Bahamas.
Anche l’attrice Nicole Kidman, insieme al marito, il musicista country Keith Urban, nel 2015 ha registrato alle Bahamas una società per l’acquisto di proprietà immobiliari. Apparentemente, la mossa sarebbe servita a risparmiare sul prelievo fiscale dovuto per i capital gains, in caso di aumento del valore delle proprietà possedute, rispetto a quanto previsto invece dal fisco statunitense. Un portavoce della Kidman e di Urban ha però chiarito al Guardian che la loro società è soggetta alla tassazione Usa e che la registrazione alle Bahamas avvenne solamente in ottemperanza alle leggi locali.
Nei Paradise Papers fa la sua comparsa anche la cantante colombiana Shakira, che risulta residente alle Bahamas, sebbene viva a Barcellona. Shakira è l’unica azionista della Tournesol Ltd, una società maltese con un capitale di 3 milioni di euro. I documenti rivelano che nel 2009, tutte le attività musicali e le proprietà e i diritti intellettuali che fanno capo alla cantante vennero trasferiti alla Tournesol, che a sua volta ha avuto incroci con un’altra società lussemburghese controllata da Shakira, la Ace Entertainment. Per il legale della cantante, ogni attività è stata svolta secondo “quanto previsto dalla legge”.