Ricerca: muscolo artificiale stampato in 3D per robot più realistici

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Roma, 19 set. (AdnKronos Salute) – Spigolosi, freddi, un po’ spaventosi. Le saghe di fantascienza e i recenti congressi scientifici ci hanno abituati a stupefacenti, ma rigidi robot di metallo o plastica. I ricercatori della Columbia Engineering hanno vinto la sfida per arrivare a robot ‘morbidi’ e in grado di muoversi imitando in modo più naturale i sistemi biologici. Il team guidato da Hod Lipson ha sviluppato un muscolo morbido, sintetico e stampabile in 3D: un tessuto artificiale unico, dotato di capacità di espansione. Il muscolo non richiede un compressore esterno o apparecchiature ad alta tensione per funzionare, come le versioni messe a punto finora.
Il nuovo materiale ha una densità di tensione 15 volte maggiore del muscolo naturale e può sollevare 1.000 volte il proprio peso. I risultati sono descritti su ‘Nature Communications’. In precedenza, ricordano i ricercatori, nessun materiale è stato in grado di funzionare come un muscolo morbido. “Stiamo facendo grandi passi per la mente dei robot, ma i corpi sono ancora primitivi”, ha detto Lipson. “Questo è un grosso pezzo del puzzle e il nuovo dispositivo può essere modellato e riformato in mille modi. Abbiamo superato una delle barriere finali per rendere i robot davvero realistici”.
Ispirata agli organismi viventi, la robotica soft è promettente per aree in cui i robot devono interagire con gli esseri umani, come la produzione e la sanità. A differenza dei robot rigidi, quelli morbidi possono replicare il movimento naturale – afferrare e manipolare – per fornire assistenza medica e di altro tipo, eseguire compiti delicati o raccogliere oggetti morbidi.