Salute: da 57 a 98 anni, modello welfare ad hoc per 4.500 ‘anziani Ferrero’

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Roma, 10 nov. (AdnKronos Salute) – Assistenza medica e socio-sanitaria a 360° per i dipendenti ‘anziani’, ma anche attività sociali (dalle lezioni di informatica a quelle di teatro, dall’iniziativa ‘nonni all’asilo nido’, fino ai corsi di fotografia), sia prima che dopo la pensione. Un modello innovativo di welfare aziendale messo a punto dalla Ferrero, di cui si parla in occasione delle giornate di studio ‘Invecchiamento di successo 2017: ageing opportunities’, in corso ad Alba, nel quartier generale della Fondazione Ferrero. Si tratta di una possibilità che l’azienda riconosce “a tutti i lavoratori con almeno 25 anni di attività continuativa – spiega all’Adnkronos Salute Ettore Bologna, responsabile delle Attività mediche e socio-assistenziali della Fondazione Ferrero – e che attualmente coinvolge 4.500 persone, il più giovane di 57 anni, il più anziano di 98”.
“La Fondazione – spiega Bologna – è nata nel 1983 da un’idea del Cavaliere del Lavoro Michele Ferrero, che l’ha intitolata ai genitori e allo zio, fondatori dell’industria dolciaria. Già allora Michele Ferrero aveva iniziato a pensare all’idea di invecchiamento attivo, dando ai dipendenti del gruppo la possibilità di trovare spazi e risorse economiche per invecchiare bene e in salute. Per questo è stata creata una serie di servizi e attività dedicati: oltre a prevedere un programma di prevenzione, attraverso ambulatori medici e infermieristici, al centro delle sue proposte la Fondazione pone il miglioramento della qualità della vita della persona anziana, coltivando socialità, relazioni, impegno, conoscenze”. Offrendo molteplici attività, dunque, la Fondazione mira ad aiutare a vivere l’invecchiamento come occasione per scoprire nuove opportunità. Quella che viene promossa è un’idea diversa e positiva della terza età, un’epoca di ricchezza in cui valorizzare il capitale sociale dei singoli, il patrimonio di valori.
“Da circa 7 anni, inoltre – prosegue Bologna – è partita una collaborazione con l’azienda sanitaria locale, la Asl Cn2 Alba-Bra, per studiare i risultati ottenuti attraverso questo nostro modello e ricavarne dati statisticamente rilevanti ai fini di ricerca. Già è emerso che le persone che hanno aderito al programma effettuano un maggior numero di esami e visite specialistiche, ma subiscono meno accessi e ricoveri ospedalieri, rispetto alla popolazione coetanea del territorio. E se si pensa che in media un esame costa al Ssn 100 euro mentre un ricovero 800, il risparmio per le casse pubbliche è notevole”. Lo studio “durerà almeno 15 anni, ma i primi risultati saranno sottoposti a un comitato etico nel 2018 e poi pubblicati, in collaborazione con l’università Cattolica del Sacro Cuore”.
Gli studi che condotto la Fondazione in questi anni hanno portato alla definizione di un decalogo per l’invecchiamento attivo e di successo, la ‘Carta di Alba’, un documento che sintetizza la posizione della Fondazione Ferrero in merito all’invecchiamento attivo e di successo.
Gli interventi indicati nel documento per migliorare il processo di ‘ageing’ sono: 1) Consulta periodicamente il tuo medico per la corretta gestione dei farmaci;
2) Non fumare e assumi alcolici con moderazione;
3) Segui una dieta sana e non ingrassare;
4) Pratica un’attività motoria appropriata;
5) Vivi il più possibile in un ambiente sicuro;
6) Non invidiare e non temere i giovani anzi stai molto con loro;
7) Partecipa ad attività culturali, di solidarietà e di volontariato;
8) Risveglia la tua creatività e mantieniti informato;
9) Prepara per tempo il tuo pensionamento valorizzando il capitale di esperienze che è in te;
10) Alimenta la tua appartenenza sociale e territoriale.