Scuola: Anief, ricorsi unica via contro ingiustizie, vinti 40mila in 5 anni

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Roma, 13 nov. (AdnKronos) – “Sono vincenti i ricorsi presentati in tribunale dal personale scolastico contro i soprusi dell’amministrazione, rimanendo anche l’unica via percorribile per opporsi, con successo, alle tante ingiustizie che continuano a costellare organici, concorsi, mobilità e carriere”. E’ quanto sostiene l’Anief, nel presentare i calcoli relativi al numero di sentenze favorevoli al sindacato negli ultimi cinque anni, resi pubblici durante la XVIII conferenza nazionale dei legali, svolta in questo fine settimana a Roma.
L’apice dell’azione sindacale, spiega l’Anief, si è avuta negli ultimi due mesi, con i giudici del lavoro che in occasione di ben 135 sentenze hanno espresso parere favorevole ai docenti e Ata della scuola su risarcimento danni per mancata assunzione e altre lesioni di diritti, ma anche per la mancata applicazione degli scatti di anzianità pure ai precari, per irregolarità nei trasferimenti, utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie (ad iniziare dall’algoritmo ‘impazzito’ 2016/17 che ha costretto tanti docenti neo-assunti a spostarsi di centinaia di chilometri), oltre che per ricostruzioni di carriera al risparmio, che considerano ad esempio solo una parte del periodo pre-ruolo, e l’illegittima cancellazione del primo ‘gradone’ stipendiale di chi è stato assunto a tempo indeterminato.
Solo per i ricorrenti, tra Tar e Consiglio di Stato, l’opera sindacale ha permesso a 350 docenti precari di essere ammessi all’ultimo concorso per dirigente scolastico, quello del 2011, superando quindi l’illegittima norma che vincolerebbe la partecipazione alla selezione nazionale all’essere già immessi nei ruoli dello Stato da almeno 5 anni.
L’anno successivo, in occasione del concorso a cattedra, l’Anief ha inanellato una serie di successi che parlano da soli: 1.919 aspiranti docenti ammessi alle prove, seppure in possesso di una laurea conseguita dopo il 2002; altri 6.518 per aver ottenuto nelle prove d’esame un punteggio inferiore alla soglia Miur eccessiva di 35 punti, e ulteriori 45 candidati esclusi perché il loro diploma magistrale linguistico era stato inizialmente considerato non valido.
Sempre nel 2012, l’Anief ha impugnato il mancato accesso alle prove scritte del Tfa I ciclo (gli allora corsi abilitanti), dando il via libera a 344 candidati che per il Miur non potevano partecipare; oltre 94 esclusi al Tfa specializzante sul sostegno agli alunni disabili, perché in possesso di diploma magistrale.
Nel 2013, l’azione sindacale si conferma con ben 3.261 docenti reintegrati per lo svolgimento dell’altro filone di corsi abilitanti: quello dei cosiddetti Pas.
Nei 12 mesi successivi, il 2014, i legali dell’organizzazione sindacale hanno centrato 3.880 inserimenti nelle Graduatorie a Esaurimento a favore dei maestri precari con diploma magistrale conseguito fino al 2002, poiché i giudici hanno considerato il loro titolo a tutti gli effetti abilitante all’insegnamento.
Sempre per le GaE, si è ottenuto lo spostamento dalla quarta alla terza fascia di 133 supplenti, ma anche 893 reinserimenti di aspiranti docenti al ruolo perché esclusi in modo inappropriato per il mancato aggiornamento dei titoli. Nello stesso anno, l’Anief ha portato a casa un altro obiettivo rilevante: l’accesso alle prove scritte del Tfa ordinario II ciclo di oltre mille candidati, frettolosamente esclusi dal Ministero dell’Istruzione.
“Il proficuo operato del sindacato . prosegue la nota – sempre a tutela dei diritti dei lavoratori della scuola, prosegue ancora più efficacemente nel 2015, quando il disco verde per le GaE arriva per altri 9.246 diplomati magistrale. Lo scorso anno la storia si ripete, con ulteriori 4.509 inserimenti nelle graduatorie pre-ruolo per la stessa motivazione, a cui si sono aggiunti 582 reinserimenti, ancora una volta reputati illegittimi.
Ma il 2016 è stato anche l’anno dell’ultimo ‘concorsone’, con 1.447 ricorsi vincenti per far svolgere le prove d’esame agli Insegnanti tecnico pratici in un primo momento esclusi, più 148 docenti di ruolo e ulteriori 28 per aver alzato anche stavolta troppo l’asticella della soglia selettiva”.
Il copione si conferma nell’anno solare in corso, durante il quale 3.177 Itp e 23 educatori vengono collocati, sempre via tribunale, nella seconda fascia d’istituto riservata agli abilitati. Sempre in questo anno, i giudici hanno accordato il cambio di provincia di collocazione in graduatoria per 61 candidati docenti inseriti nella prima fascia delle graduatorie d’istituto che chiedevano, giustamente, di aggiornare pure la seconda o terza fascia delle medesime liste di attesa scolastiche.
Nel 2017, l’Anief si oppone efficacemente alla riduzione delle ore di strumento musicale nei licei che avrebbe avuto ripercussioni negative sia sulla didattica e sugli organici che sugli organici dei docenti della disciplina. Inoltre, i giudici hanno dato il consenso anche per il ricorso contro l’annullamento del D.p.r. 19/2016 per l’esclusione della classe di concorso A-59 nei licei coreutici.
Da un quadro complessivo degli ultimi cinque anni, pertanto, sono stati 40.179 i docenti, gli amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola che si sono affidati all’Anief, ottenendo dall’impugnazione quanto da loro richiesto. Nello specifico, sono 22.504 gli aspiranti docenti che, grazie al ricorso, hanno avuto la possibilità di essere inseriti nelle Graduatorie d’istituto e nelle Graduatorie ad Esaurimento, 11.903 i candidati ricorrenti che hanno potuto partecipare alle procedure concorsuali.
Altri 1.051 hanno presentato ricorso, con successo, poiché idonei al concorso a cattedra ma per il Miur non inseribili nelle Graduatorie di Merito del concorso 2016 perché collocati oltre il 10%. Ci sono, poi, 4.721 ricorrenti che hanno potuto partecipare ai percorsi abilitanti.
“Questi risultati – ha commentato il presidente Anief, Marcello Pacifico, parlando ai legali confluiti a Roma – sono la risposta migliore a chi ancora si ostina a dire che il nostro sindacato sbaglia a produrre ricorsi contro le norme errate che l’amministrazione scolastica produce, a danno dei lavoratori e della formazione dei giovani. Aver portato in porto oltre 40mila ricorsi, sempre dopo aver appurato che non esistevano altre vie per ottenere il medesimo risultato, significa che abbiamo intrapreso la strada giusta, dando soddisfazione a tanti lavoratori altrimenti destinati a soccombere”.
“Possiamo quindi assicurare che nei prossimi anni il nostro impegno non arretrerà di un centimetro. Anzi, se i docenti e gli Ata ce lo permetteranno, votandoci in occasione delle prossime elezioni Rsu, previste per il 2018, porteremo avanti la nostra politica sindacale vincente anche in tutti i tavoli di trattativa delle nostre scuole pubbliche”, conclude il presidente del sindacato autonomo.