Terremoto: Capone, da emergenza nasca progetto rilancio, Ue non sia cieca

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Roma, 18 gen. (AdnKronos) – “L’Ue non sia cieca e si renda conto dell’oggettivo stato di emergenza in cui continua a versare il nostro Paese, a causa dal terremoto fino ad arrivare alla questione migranti”. Ad affermarlo in una nota è il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, spiegando che “non stiamo difendendo la manovra del governo Renzi, la cui tenuta finanziaria abbiamo in ogni occasione ampiamente criticato, ma solo un principio di realtà e di solidarietà verso le popolazioni colpite dal sisma”.
La lettera di ieri della Commissione Ue, sottolinea il sindacalista, “può diventare carta straccia alla luce delle forti scosse di oggi e degli scarsi progressi fatti fin qui in termini di ricostruzione, di messa in sicurezza del nostro patrimonio immobiliare e di dissesto idrogeologico”.
Ribadiamo, sottolinea, “quanto già detto a Palazzo Chigi sul piano Casa Italia: dalla tragedia del terremoto il governo Gentiloni può e deve trarre una occasione, adeguatamente pianficata, di rilancio e di sviluppo a vantaggio dei singoli Comuni e dell’Italia intera, tanto più che il nostro Paese non riesce a crescere, a creare posti di lavoro, ad assistere ad una vera ripresa dell’industria nel suo insieme e del mercato interno. Per fare questo ci vogliono più risorse”. Oggi invece, conclude Capone, “ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale: un Paese intero è al servizio dei conti pubblici, quando invece dovrebbero essere i conti pubblici al servizio del Paese. L’Ue è solo vittima di se stessa, non dell’antipolitica e dell’antieuropeismo”.