Visure protesti per assegno senza provvista: di cosa si tratta?

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Sono sempre più numerose le persone che sono solite utilizzare gli assegni per i pagamenti più importanti, specialmente per quanto concerne i pagamenti sul posto di lavoro. Può trattarsi dello stipendio che un’azienda deve dare ad un dipendente oppure ad un collaboratore. Può trattarsi anche del pagamento che un’azienda deve effettuare nei confronti di un suo fornitore. Può trattarsi di un cliente, che deve pagare per merci e servizi un conto davvero molto oneroso nei confronti di un’azienda o di un libero professionista. Questi ovviamente sono solo alcuni esempi, alcuni casi, in cui il pagamento con assegno può essere utile, per farvi comprendere che si tratta nel mondo del lavoro di uno strumento di pagamento molto più utilizzato di quanto si possa pensare.

Ovviamente però è molto importante che il soggetto che emette l’assegno abbia sul suo conto corrente i soldi sufficienti per poterlo pagare: come si è ormai soliti dire, l’assegno deve essere coperto. Se l’assegno non è coperto, se quindi sul conto corrente i soldi necessari non sono disponibili, si parla di un assegno senza provvista oppure, per utilizzare anche in questo caso il linguaggio comune, di un assegno a vuoto o scoperto. Emettere un assegno a vuoto è un reato? Quali conseguenze comporta? Le visure protesti riportano la comparsa di una annotazione a seguito di un assegno senza provvista? Cerchiamo insieme di rispondere a tutte queste domande.

Assegno senza provvista: si tratta di un reato?
L’emissione dell’assegno a vuoto non è considerato oggi un reato. Si tratta secondo la legge italiana di un illecito amministrativo. Come tale viene punito con delle sanzioni, il cui valore è variabile da circa 500 euro a circa 3000 euro. Le sanzioni possono essere anche più onerose nel caso in cui vi sia reiterazione, nel caso cioè in cui questo stesso illecito amministrativo venga compiuto più volte. La punizione per l’emissione di un assegno senza provvista consiste anche nella revoca di sistema: il soggetto ha il divieto, per un determinato lasso di tempo, di emettere altri assegni. Tra queste due posizioni, quella che grava di più sulle spalle di coloro che con gli assegni sono soliti lavorare è ovviamente la seconda, una punizione infatti che elimina dal portafoglio del soggetto uno strumento di pagamento davvero molto importante, spesso addirittura utilizzato nel quotidiano.

Assegno senza provvista e visure protesti
L’emissione di un assegno a vuoto può comportare anche la levata di un protesto. Ciò significa che il nome del debitore compare sul registro pubblico dei protesti. Chiunque chieda quindi delle visure protesti a suo nome, potrà leggere dell’emissione di un assegno senza provvista: si tratta di una condizione di grave disagio per tutti coloro che hanno bisogno di mantenere sempre alta la propria reputazione per motivi di lavoro. Pensate che, essendo un registro pubblico, le visure protesti sono richiedibili da chiunque; oggi sono disponibili anche online in pochi semplici click grazie agli appositi portali specializzati proprio nel servizio di reperimento documenti. Ad esempio possiamo segnalare la pagina dedicata alle visure protesti del sito www.visureinrete.it

Il debitore quindi dovrà provvedere al più presto alla riabilitazione dal parte del Tribunale della sua città e alla cancellazione del suo nome dal registro, così che tutte le visure protesti future risultino prive di annotazioni e che la sua reputazione possa tornare a brillare.