Supper’s ready dei Genesis

Paesaggi Musicali Settimanali a cura di

 

Il 6 ottobre 1972 i Genesis pubblicano per la casa discografica Charisma Records l’album Foxtrot, uno dei più significativi del movimento progressive inglese.
Il disco, la cui splendida cover viene disegnata da Paul Whitehead , passa alla storia soprattutto per merito delle lunga suite posta al lato B dal titolo Supper’s Ready.
Composta da tutti i componenti del gruppo e formata da sette parti per una durata complessiva di quasi 23 minuti, compete per ed ispirazione con due altre storiche suite di quegli incredibili anni: Close To The Edge degli Yes e Thick As A Brick dei Jethro Tull.
Testo esoterico, ricco di di parole, metafore, forti richiami alla religione e alla mitologia.
La cena è pronta.
Mettiamoci innanzitutto comodamente seduti ed ascoltiamola in una versione live del 1972 tratta dall’archivio della band:
https://www.youtube.com/watch?v=QVyfj7-mHqs
Il titolo della suite ha già un deciso riferimento alla religione – occorre tra l’altro ricordare che il nucleo principale della band si forma presso l’austera e severa scuola privata di Charterhouse improntata su un’educazione molto religiosa – e si riferisce all’ Apocalisse di S. Giovanni (capitolo 19 versetto 9) “Beati coloro che sono chiamati al banchetto nuziale dell’Agnello” .
La cena che celebra la vittoria del bene sul male è servita ed è questo l’esatto significato che introduce il tema principale della composizione.
L’atavica lotta tra il giusto e il malvagio con il trionfo finale del primo.
Sarebbe, tuttavia, oltremodo riduttivo limitarsi a questa interpretazione, perché Supper’s Ready è anche la storia del destino di due amanti e, in senso lato, dell’umanità intera.
Ognuna delle sette parti di Supper’s Ready ha una nota esplicativa scritta da Peter Gabriel.

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1 – Lover’s Leap

La scena che apre Supper’s Ready si svolge all’interno di un’abitazione ed è molto pacata ed armoniosa: due innamorati si sono nuovamente incontrati e ora sembrano finalmente felici, ma accade qualcosa di misterioso ed i loro corpi iniziano a trasformarsi, mentre sette uomini misteriosi ed ammantati camminano nel giardino.
Occorre precisare che l’intera prima parte è stata ispirata da episodio realmente accaduto a Peter Gabriel, a sua moglie Jill ed al produttore John Anthony mentre si trovavano a casa dei genitori della donna. Il cantante rimase sconvolto da quest’esperienza quasi mistica.

2 – The guaranteed eternal sanctuary man

I due innamorati si ritrovano improvvisamente in un luogo fantastico nel quale ci sono due personaggi antitetici: il primo è un pastore evangelico (il bene – Cristo) e l’altro è il carismatico capo di un movimento religioso scientifico che si presenta come L’uomo dell’Eterno Garantito (il male – Anticristo) ed afferma di sapere come combattere il fuoco, l’impulso sessuale che impedisce di raggiungere l’illuminazione spirituale.

3 – Ikhnaton and itsacon and thier band of merry men

L’uomo dell’Eterno Santuario Garantito ha due generali che lo servono, di nome Ikhnaton (nome del faraone egizio Amenhotep IV, marito di Nefertiti, che affermò con la forza il culto monoteista di Aton) e Itsacon (gioco di parole che sta per it’s a con che significa è un truffatore ) i quali hanno l’incarico di scatenare una guerra senza pietà contro tutti coloro che non intendono seguire la sua religione

4 – How dare i be so beatiful?

La battaglia è terminata ed i morti sono disseminati ovunque.
I due innamorati vagano disperati e finiscono per incontrare presso un laghetto un giovane che, come nel mito di Narciso, viene mutato in fiore.
Il titolo è sarcasticamente dedicato al produttore del loro primo album Jonhatan King che amava ripetere in continuazione, per l’appunto, la frase How dare I be so beautiful?

5 – Willow’s Farm

I due innamorati finiscono nel laghetto e lo scenario muta quando escono: si ritrovano in un mondo completamente grottesco, divertente (Winston Churchill vestito da donna) e mutevole (è un fischio a dirigere i continui cambiamenti).
Si tratta di una sezione che stempera un po’ l’atmosfera allontanandola dall’impegnativa tematica religiosa.
Durante i concerti Gabriel canta Willow’s Farm con indosso il famosissimo costume da fiore.

6 – Apocalypse in 9/8 featuring the delicious talents og Gabble Ratchet

Un fischio fa tornare gli innamorati nel loro mondo dove è in corso l’Apocalisse, con le guardie di Magog (da interpretare come colui che si oppone alla Chiesa desiderandone la distruzione) che seminano morte, mentre Pitagora compone una canzone ed il mondo, utilizzando le stesse parole di Gabriel, si rigira su se stesso.
Torna il riferimento all’Apocalisse di S. Giovanni.
Gabble Ratchet non è altri che lo stesso Gabriel che inserisce la frase nel titolo, per stemperare i dissidi all’interno del gruppo scaturiti dal fatto che questa sezione avrebbe dovuto essere interamente strumentale.

7 – As sure as eggs is eggs

Il bene trionfa sul male, l’umanità si salva dalla distruzione ed anche gli innamorati vengono condotti alla Nuova Gerusalemme, dove trovano, infine, la tanto agognata serenità.
L’incredibile ironia del titolo di quest’ultima parte si riferisce ad una poesia di William Blake (And did those feet in ancient time) ispirata alla leggenda secondo la quale Gesù Cristo sarebbe arrivato a Glastonbury in Inghilterra.

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Con questa incredibile suite i Genesis esprimono il loro modo di trattare argomenti di ispirazione biblica e mitologica condensando temi che, racchiusi nel breve attimo dell’abbraccio di due amanti, si intrecciano fra di loro creando un affresco che prova a ritrarre la storia dell’umanità fino ad un’Apocalisse che lascia sgomenti per la forza espressiva del brano e riapre il sussurrato dialogo fra amanti che intravedono, preannunciata da un angelo, la via della nuova Gerusalemme.

Con questa canzone i Genesis vanno oltre la profondità di pensiero a cui ci hanno abituati e ci regalano un brano meraviglioso che ci mette davanti alla realtà dell’uomo.
L’incapacità di amare tutti i nostri prossimi indistintamente, ovviamente al di là del fatto che si sia religiosi o meno.
Ascoltando questo brano, leggendone il testo, immedesimandosi nella storia e nelle melodie, non si può non restare delusi, disgustati da quello che ci circonda: guerre, odio, disprezzo della vita degli altri, indifferenza verso la sofferenza di altri esseri umani, egoismo dilagante, voglia di sopraffare i più deboli.
Tutto questo per inseguire ed ottenere che cosa?
Per raggiungere il nulla.
Per mettere una sulla terra di qualcun altro, le mani sul patrimonio di qualcuno che non può difendere quel poco che ha, per distruggere la vita di un altro essere umano, portandogli via l’orgoglio, la voglia di vivere, la serenità, la libertà.
Questo è Supper’s Ready.
La dei Genesis nei primi anni settanta è fortemente elaborata, un progressive con possibilità espressive ampissime, e Supper’s Ready è l’emblema di questo momento musicale.
Un brano in cui i sette frammenti sono fortemente evocativi.
Partendo da una storia d’, si passa per figure e archetipi, come il contadino che da la vita con l’ e il falso profeta che insegna a vivere inutilmente la propria vita limitandosi a seguire le indicazioni per le masse.
Man mano che la suite prende forma, lascia presagire il desiderio di riascoltarla ripetutamente.

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