Coronavirus, nuovi casi nell’Aretino. Feri, direttore rianimazione: “il paziente Covid non è lo stesso dell’influenza H1N1. Siamo ben organizzati, ma non so cosa ci aspetta. Al momento sette ricoverati in terapia intensiva, venti in malattie infettive. Due negativizzati”

La Asl Toscana Sud Est nel report giornaliero riferito fino alla mezzanotte di ieri, lunedì 16 marzo, ha comunicato i nuovi tamponi positivi rilevati nell’Aretino suddivisi per città e provincia.

Arezzo:
– Donna di 45 anni a domicilio
-Donna di 54 anni a domicilio
-Donna di 66 anni a domicilio

Casentino:
– Donna di 58 a domicilio

Valdichiana:
– uomo di 38 a domicilio
-uomo di 66 ricoverato ad Arezzo in malattie Infettive

Valtiberina:
– Donna 22 anni a domicilio
-Donna 25 anni a domicilio
– donna 54 anni a domicilio
– donna 61 anni a domicilio
– uomo 63 anni a domicilio
– uomo 65 anni a domicilio
-uomo 66 anni a domicilio

Valdarno:
– Donna 37 a domicilio
– donna 38 anni domicilio
– uomo 42 anni domicilio
-uomo 45 anni a domicilio
– donna 57 anni a domicilio
– donna 65 anni a domicilio
– donna 71 anni in malattie Infettive ad Arezzo
– bambina 2 anni a domicilio
– uomo 67 anni a domicilio
-uomo 67 anni a domicilio
– uomo di 35 a domicilio

Il direttore della Area Funzionale Terapia Intensiva dell’ospedale San Donato, il dottor Marco Feri, ha fatto il punto sulla situazione con un video sulla pagina Facebook della Asl. “La situazione aretina, rispetto ad altre zone della Toscana, è la migliore. Non so perchè, forse perchè siamo un ambiente rurale. I numeri che abbiamo sono per ora ancora limitati.

Ci siamo ben attrezzati, è crisi rispetto ai nostri sistemi di protezione ma per ora stiamo reggendo. Buono il coordinamento tra rianimazione, malattie infettive e pronto soccorso. Si prevede un picco intorno al 28 marzo, 26 secondo altre statistiche.

Ad Arezzo, per ora, abbiamo avuto 9 pazienti Covid, due si sono negativizzati. Al momento sette sono in terapia intensiva e venti in malattie infettive. Il paziente Covid non è come quello di un’influenza H1N1, è un paziente che ha una difficoltà di gestione per quanto riguarda, non tanto il sistema ventilatorio, ma è un paziente che è in acidosi, che va nutrito. Un paziente quindi complesso a livello di gestione in quanto va cambiata spesso posizione.

Importanti quindi sì i dottori ma anche infermieri e Oss. Nella realtà aretina abbiamo messo su trenta posti letto immediatamente disponibili per i pazienti Covid di rianimazione e settanta posti in malattie infettive, reparto con cui c’è una collaborazione continua. Sono soddisfatto da un punto di vista organizzativo, ma impaurito perchè non so cosa ci aspetta. Come hanno dimostrato i colleghi di Bergamo e Milano i pazienti arrivano a ondate”.