“Un Dono per la Vita” cambia pelle: donate mascherine personalizzate alle scuole primarie di Civitella e Monte San Savino

CIVITELLA  – Nuove modalità di svolgimento per l’iniziativa che da anni vede collaborare scuola ed associazioni di volontariato.

“Impossibile, data l’attuale situazione, incontrarci in aula”, spiega l’associazione Fratres MonteCivi, “Ma arrendersi non era un’opzione, così abbiamo deciso di rilanciare: coinvolgere, questa volta, tutti i bambini della scuola primaria dei comuni di riferimento Civitella in Val di Chiana e Monte San Savino”.

L’iniziativa ha beneficiato del sostegno delle istituzioni, i due comuni e la scuola, di una importante azienda del territorio, che ha contribuito alle spese, della professionalità delle due volontarie e donatrici di sangue Denise Pulcinelli e Simona Lazzeri, che hanno curato la comunicazione perché riuscisse a misura di bambino.

Un insegnamento attraverso una fiaba ed un piccolo dono di mascherine personalizzate per ricordare l’importanza di proteggersi e proteggere gli altri. Presenti alla consegna l’assessore al Sociale Elio Randellini e la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Martiri di Civitella”, Iasmina Santini.

“Un messaggio chiaro”, commenta l’assessore Randellini, “’ognuno faccia la propria parte!’, rivolto ai bambini, che sono il nostro futuro ed alle famiglie, che sono il nostro presente. Un ringraziamento al Gruppo Fratres MonteCivi per questa iniziativa”.

Quali che siano le modalità, ciò che conta è  ricordarsi di occuparci anche degli altri. Attraverso la donazione di sangue, scopo principale del Gruppo Donatori di Sangue Fratres MonteCivi, impegnato a combattere le carenze di sangue ed emoderivati che di volta in volta mettono a rischio l’erogazione di alcune prestazioni sanitarie e da ultimo nel fronte della ricerca donatori per la sperimentazione sull’utilizzo di plasma iperimmune. Prestando il proprio tempo e le proprie braccia alla consorella Misericordia di Monte San Savino e Civitella in Val di Chiana, impegnata sia sul consueto fronte sanitario che in quello sociale, aumentato enormemente causa della pandemia. Oppure in qualsiasi altro modo ed attraverso qualsiasi altra associazione di volontariato che oggi si trovi a reggere il peso di questo difficile momento.

Starsi vicino insomma, nonostante le distanze, in attesa di potersi lasciare tutto alle spalle e tornare ad abbracciarsi.