Intrigo Giordano-Del Debbio: breve sguardo su una professione sempre più al centro delle critiche

Dopo la notizia della sospensione, seppur temporanea, dei due programmi condotti dai giornalisti sopra citati, è ormai sempre più evidente come si stia gradualmente perdendo di vista la vera essenza di tale professione.

Mario Giordano - Paolo Del Debbio - foto da facebook
Mario Giordano - Paolo Del Debbio - foto da facebook

di Eleonora Francini 

Settimana decisamente “caliente” per l’universo giornalistico. E’ di qualche giorno fa, infatti, la notizia che Mediaset ha sospeso la messa in onda per un mese e mezzo di “Fuori dal coro” e “Dritto e rovescio“. I due talk show condotti da Mario Giordano e Paolo Del Debbio saluteranno il pubblico di Rete 4 rispettivamente il 7 e il 9 dicembre per tornare in onda solo a fine gennaio, precisamente il 25 e il 27 gennaio 2022. Trattasi, pertanto, di una decisione sotto la quale giacciono senza dubbio altre motivazioni e che rientra solo parzialmente nel normale stop natalizio, considerando i tempi allungati che non permetteranno ai due titoli giornalistici di seguire l’evoluzione del Super Green Pass e la fase di avvicinamento all’elezione del nuovo Capo dello Stato.

Alcune indiscrezioni provenienti da Cologno Monzese parlano di una decisione fortemente voluta da Silvio Berlusconi, in qualità di amministratore delegato dell’azienda e di leader indiscusso del gruppo Mediaset. Anche se i motivi potrebbero essere molti, in realtà sembrano essere uniti da un unico fil rouge: l’elezione imminente del nuovo Capo di Stato a cui ambisce l’ex Premier. Per giocarsi al meglio questa chance, Berlusconi vorrebbe che nella sua televisione non fosse dato più spazio alla propaganda no vax (declinata anche nelle proteste contro il Green Pass e, più in generale, contro il governo Draghi che Forza Italia sostiene fermamente). Una mossa decisa che, secondo queste indicazioni, sarebbe confermata anche dal lasso temporale di questa lunga pausa natalizia concessa al duo Giordano-Del Debbio.

Non è affatto semplice stabilire dove stia la colpa, anche se in molti direbbero in mezzo prendendo spunto dal noto proverbio. Fatto sta che, in un mondo in cui ormai ogni settore è pervaso da interessi personali che, molto spesso, scavalcano quello che è giusto o sbagliato, si sta perdendo di vista sempre di più l’essenza di una professione, quella del giornalista, che fin dai tempi più remoti ha sempre avuto un ruolo ben preciso.

In breve, quello di informare, in modo comprensibile, il cittadino sui fatti che gli avvengono intorno, elevandosi a vero e proprio ponte di collegamento tra ciò che accade nel mondo e ciò che recepiscono le persone. Informare, quindi, senza esasperare inutili faide che tanto non portano mai a nulla di buono, se non acuire quel sentimento di odio popolare verso il tema in questione. E’ vero che la strada percorsa da ognuno è guidata dai propri pensieri, ma al contempo è fondamentale apporre un filtro tra sé stessi e la realtà intorno a noi. Filtro che però sta venendo gradualmente a mancare, quasi in ogni fazione di pensiero, con l’informazione che ne sta uscendo sempre più “tramortita”.