La campanella non suona per il Covid

“Lo faccio per me ma anche perché penso che possa essere utile alla mia famiglia e alla società”. La studentessa sta per entrare nella grande aula del Liceo Classico Petrarca che stamani ha ospitato l’effettuazione dei primi test antigenici nelle scuole. Ha una doppia preoccupazione: il Covid ma soprattutto la maturità della quale non conosce ancora i contorni. Intanto, però, si è sottoposta volentieri al test che rientra nell’ambito dell’attività decisa dalla Regione Toscana. Test antigenici su un campione di studenti che frequentano 150 istituti secondari della Regione Toscana. Quelli della provincia di Arezzo sono 9.  Nel comune capoluogo: Istituto Margaritone, Istituto Buonarroti Fossombroni (due indirizzi), Liceo Petrarca, Liceo Colonna, Liceo Redi, Liceo Artistici, Istituto Galilei. La nona scuola è l’Istituto Varchi di Montevarchi.
Il campione prevede il coinvolgimento di 5 studenti per classe, per anno di corso (indicativamente 25 studenti per scuola) su cui ripetere i test settimanalmente. Ogni volta saranno campionati 5 studenti diversi della classe selezionata. La durata del programma sarà indicativamente dal 15 gennaio al 10 di giugno del 2021.
La ripetizione del test su campione di studenti consolidato vuol individuare casi o focolai che potessero nel tempo interessare la scuola o la comunità geografica di riferimento della scuola. Tutti i test effettuati, ed il loro esito, sono registrati nel fascicolo sanitario personale. In caso di accertata positività, la Centrale di tracciamento che opera ad Arezzo Fiere, attiverà la procedura per il tracciamento dei contatti del nuovo caso.
“Abbiamo aderito con convinzione – commenta Mariella Ristori, Preside del Liceo Classico. Apprezziamo e condividiamo le azioni che sono finalizzate alla completa riapertura in sicurezza delle scuole”. “L’obiettivo – aggiunge Tiziana Nocentini, dell’Ufficio scolastico provinciale – è quello di garantire il rientro. L’indice di trasmissibilità nelle scuole, come ha evidenziato il Dirigente del nostro Ufficio, Roberto Curtolo, è ormai molto basso e siamo tutti impegnati ad abbassarlo ulteriormente per consentire l’innalzamento delle lezioni in presenza che oggi sono al 50%”.
L’Asl è  impegnata in questa attività sia con il Dipartimento di Prevenzione sia con il Dipartimento professioni tecniche e sanitarie oltre che, ovviamente, con il laboratorio per l’analisi dei campioni raccolti nelle scuole.
“Il tampone nasorafingeo che facciamo nelle scuole – ricorda Aniello Buccino, assistente socio sanitario e referente Covid per le scuole – consente l’identificazione precoce di possibili casi positivi attraverso l’esame di laboratorio”. “Questa attività – aggiunge Nicola Vigiani, del Dipartimento di prevenzione – è un altro tassello del lavoro di prevenzione che stiamo facendo nelle scuole. Questa attività di screening si aggiunge ai protocolli che abbiamo in essere in casi di contagio di studenti”.

Approfondimento / Cosa accade quando si registra un caso sospetto

Due sono gli scenari possibili:  il caso sospetto si è registrato fuori dalla scuola oppure durante le lezioni.
Nel primo caso la famiglia  contatta il medico o il pediatra di famiglia che provvede alla richiesta del tampone che verrà processato nel laboratorio Asl. La famiglia prenota quindi sul portale regionale “prenotatampone” la cui esecuzione è garantita nelle 48 ore successive alla prescrizione del medico. A questo punto ci sono due strade possibili: la prima porta lo studente al drive through mentre la seconda, qualora le condizioni del paziente non cosenta spostamenti, porta l’Usca dallo studente per il tampone a domicilio. Non prima di 6 e non dopo 24 ore, il risultato sarà visibile alla famiglia sul portale regionale “referticovid”.

Il secondo caso previsto è quello di un sospetto durante le attività scolastiche, cioè se uno studente mostra sintomi mentre sono in corso le lezioni. La scuola informa il referente Covid nella Asl che contatta il pool di medici scolastici della zona distretto di riferimento. Se il medico scolastico è immediamente disponibile, provvede lui ad effettuare il test antigenico in un locale appositamente dedicato della scuola e alla presenza dei genitori. Lo studente va quindi a casa e il test viene trasportato nel  laboratorio Asl. Il medico o il pediatra di famiglia avrà nel frattempo provveduto alla prescrizione su ricetta elettronica. Nel caso il medico scolastico, non possa recarsi immediatamente nella scuola, sarà il referente Covid della Asl a fare tutto quanto necessario per l’effettuazione del test: indica alla famiglia il drive through dove accompagnare il figlio,  comunica il suo nominativo al referente Asl che gestisce i flussi di accesso alla struttura e chiede al medico scolastico di preparare la ricetta elettronica che invierà al drive dove lo studente sta per eseguire il test. Una volta fatto l’esame, lo studente viene riaccompagnato a casa dai familiari.