La Toscana torna in “zona arancione” fino al 27 Febbraio. Cosa cambia per lo sport?

A tracciare delle linee guida ci pensa il CSI (Centro Sportivo Italiano) di Arezzo

Il presidente Bernardini: “E’ consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, se accessibili, nel rispetto, comunque, della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per quella sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.

Sempre sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato. Restano consentiti quelli riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate, Enti di promozione sportiva.

Continuano ad essere sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi. Ferma restando la sospensione, come detto, delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e quella motoria in genere svolte all’aperto, presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono comunque consentite, sempre ovviamente nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, e su parere della Federazione medico sportiva italiana (FMSI)”.

 È possibile andare in un altro comune per fare attività sportiva?

Il divieto di varcare i confini del comune in zona arancione non è assoluto, e fare attività sportiva è un’eccezione alla regola.

Secondo l’ultimo aggiornamento delle disposizioni in vigore, si può andare in un altro comune – dalle 5 alle 22 – per fare attività sportiva soltanto se questa non sia disponibile nel territorio in cui si ha il domicilio o la residenza (ad esempio se non ci sono campi da tennis).

Tuttavia, il comune nel quale ci si reca deve essere nella stessa regione o provincia autonoma.

Inoltre, chi fa jogging o va in bicicletta può superare i confini comunali purché lo spostamento sia funzionale all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il comune di partenza.

Serve l’autocertificazione?

Chi viene fermato dalle Forze dell’Ordine fuori dal proprio comune dovrà compilare l’autocertificazione per gli spostamenti e indicare “altri motivi”.

Rischia la multa da 400 a 1.000 euro chi svolge attività fisica/sportiva durante il coprifuoco, dentro o fuori dal comune di residenza oppure chi svolge attività sportiva non seguendo le regole del DPCM.

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