Tornano le grandi mostre al Maec: il 23 aprile si apre «Luci dalle tenebre, dai lumi degli Etruschi ai bagliori di Pompei»

Il Maec resta aperto, compatibilmente con la permanenza della zona gialla nel territorio toscano, ogni giorno dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17

Fervono i preparativi per la mostra «Luci dalle tenebre, dai lumi degli Etruschi ai bagliori di Pompei»; la rassegna che si aprirà al Maec, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, dal 23 aprile al 12 settembre.

La mostra si caratterizza come un appuntamento di rilievo internazionale, ed una novità assoluta: mai finora era stata realizzata una esposizione interamente dedicata alle tecniche di illuminazione e ai rituali connessi nell’epoca Etrusca. Su questo fronte, Cortona e il Maec non potevano mancare essendo custodi del celebre Lampadario Etrusco, uno dei reperti più interessanti a livello mondiale.

In questi giorni sono state perfezionate alcune delle novità che caratterizzeranno questo evento e quella più significativa proviene dal Mann, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, da cui arriverà un prestito straordinario. La mostra si sarebbe dovuta tenere l’anno scorso, ma la pandemia ha imposto il rinvio. Nel frattempo l’evento si presenta arricchito, grazie a questo ulteriore prestito concesso dal Mann, si tratta di una statua ritrovata a Pompei rappresentante un efebo. Un’opera per la quale il Maec realizzerà uno speciale allestimento al fine di celebrarne la presenza nella sala dei Mappamondi. La statua in bronzo è alta circa un metro e mezzo e rappresenta un adolescente con un candelabro che svolgeva il ruolo di accoglienza per gli ospiti illustri nelle dimore dell’antichità.

«La mostra ‘Luci dalle tenebre’ è anche una nuova occasione per celebrare il legame fra gli Etruschi e Pompei – dichiara l’assessore alla Cultura, Francesco Attesti – per questo ringraziamo il direttore del Mann, Paolo Giulierini, con cui abbiamo fattivamente collaborato. Dopo la riapertura del nostro museo, adesso è il momento di guardare avanti – prosegue Attesti – e lo facciamo con audacia, perché programmare una mostra in un periodo ancora non facile è senza dubbio una sfida, una sfida che dobbiamo vincere per il rilancio del nostro territorio attraverso politiche culturali e turistiche».

«È un’occasione straordinaria per celebrare la ripresa delle attività culturali che sono state fortemente colpite – assieme alla vita sociale ed economica, oltre che sanitaria – dalle limitazioni alla fruizione di musei, biblioteche e più in generale tutti i luoghi nei quali si vive l’esperienza culturale del nostro Paese – dichiara il vice lucumone dell’Accademia Etrusca, Paolo Bruschetti – È anche l’occasione per riprendere un discorso interrotto ormai da alcuni anni, che vede protagonista la nostra città con l’offerta di occasioni di grande rilievo internazionale. Ed è infine un mezzo per riproporre Cortona come meta di un percorso nazionale che tanti visitatori apprezzano e condividono con noi. Non dimentichiamo infine che fra pochi anni saranno compiuti i tre secoli di vita e di attività dell’Accademia»

«Accanto al nostro celebre Lampadario, altri reperti si uniranno provenienti dai più prestigiosi Musei etruschi, in particolare da Firenze, Perugia, Tarquinia, Villa Giulia di Roma per lanciare un segnale significativo di vita nuova e di speranze per il futuro dell’umanità – dichiara il presidente del Comitato tecnico del Maec, Nicola Caldarone – Il passaggio da una stagione fredda e buia a un’altra radiosa era salutato già nell’antichità con le suggestive celebrazioni della fiamma, auspichiamo che questo passaggio possa avvenire al più presto possibile, rispetto al difficile momento che stiamo vivendo».

«Siamo orgogliosi di poter offrire ai visitatori di Cortona una mostra di alto livello – dichiara il sindaco Luciano Meoni – si tratta del primo importante evento culturale dopo questi mesi difficili che ci hanno costretto a far slittare questo evento. Non tutto il male vien per nuocere, come in questo caso, infatti la mostra si presenta ancora più ricca rispetto a quanto era stato previsto nel 2020».

Dal Mann di Napoli insieme all’efebo arriveranno anche delle lucerne; altri pezzi provengono dal Museo Archeologico di Firenze, ad illustrare i vari sistemi di illuminazione destinati alle più svariate attività dell’uomo; vi sarà anche una sezione dedicata alle forme tipiche della cultura nuragica. Uno spazio ampio e dettagliato sarà rivolto alla didattica, con modelli tridimensionali ed effetti particolarmente suggestivi inseriti in una «stanza immersiva» con l’utilizzo della realtà aumentata e una copia del lampadario etrusco interattivo che permetterà di conoscere in modo innovativo alcuni degli aspetti di questo importante reperto. Intanto, il Maec resta aperto, compatibilmente con la permanenza della zona gialla nel territorio toscano, ogni giorno dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17.