Vaccini: Giù le mani dai bambini

di Stefano Pezzola

Stavo leggendo la “Guidance for Health Economics Studies Presented to the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP)” del CDC e mi sono reso conto che la triste analisi rischio-beneficio della FDA in relazione all’applicazione EUA di Pfizer per colpire i bambini dai 5 agli 11 anni viola molti dei principi del documento di orientamento del CDC.

Il documento descrive 21 cose che ogni studio di economia sanitaria in relazione ai vaccini dovrebbe fare, ma l’analisi rischio-beneficio della Food & Drug Administration ne ha violati almeno la metà.

Al seguente link il documento in questione:

https://www.fda.gov/media/153447/download

Per riassumere, il piano dell’amministrazione Biden ucciderebbe 5.248 bambini tramite il siero mRNA Comirnaty per salvare 45 bambini dalla morte di coronavirus.

Per ogni bambino salvato dal vaccino nella fascia di età 5-11 anni, 117 sarebbero uccisi dallo stesso.

È stupefacente.

Leggilo di nuovo.

Uccidiamo 117 bambini per salvare un bambino che ha contratto il coronavirus.

E preme evidenziare come le persone nella fascia demografica over 65 abbiamo cinque volte più probabilità di morire per l’inoculazione del vaccino rispetto a contrarre il virus.

Questa fascia demografica è la più vulnerabile agli effetti avversi del COVID-19.

Man mano che i dati demografici di età scendono al di sotto dei 35 anni, le probabilità di morte per COVID-19 diventano molto piccole e, quando scendono sotto i 18 anni, diventano trascurabili.

Da dove iniziare per spiegare l’assurda analisi rischio-beneficio della FDA del vaccino mRNA COVID-19 di Pfizer nei bambini dai 5 agli 11 anni?

Iniziamo da QUI.

Per il vaccino ai bambini tra 5 e 11 anni, “il punto è sempre il calcolo tra rischi e benefici. Qualsiasi farmaco può dare effetti collaterali, la strategia corretta è evitare il rischio quando, anche se basso, non è indispensabile. Se un bambino ha già di suo delle altre patologie gravi, conviene vaccinarlo, per proteggerlo da un virus che, associato ad altre malattie, può rivelarsi grave. Se invece è sano, non vedo necessità di vaccinarlo. Almeno data la situazione odierna, poi le cose possono sempre cambiare. Quanto al rischio di miocarditi, i casi sono rari e la miocardite a un bambino può venire anche a seguito di un long-Covid“.

Lo afferma il dr. Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani di Roma, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive, spiegando che “i bambini hanno una vita sociale meno intensa degli adulti, frequentano poco o affatto i mezzi pubblici, stanno per lo più in ambienti protetti dove tutti sono vaccinati, come le scuole. Si dice che i piccoli si contagiano e contagiano anche gli altri ma analizzando i dati non si può dire che al momento la loro incidenza sul propagarsi del virus sia forte.” e cosa ne pensa dell’idea di vaccinare i bambini per proteggere gli anziani? “La solidarietà sociale da chi ha meno di dodici anni rasenta l’ideologia e il fanatismo. Il vaccino non va fatto ai bambini per impedirgli di contagiare gli adulti, ma solo se sono fragili di loro”.

Insomma la vaccinazione ai bambini tra i 5 e gli 11 anni privi di patologie pregresse non persegue certo il principio di tutela della salute pubblica e di ponderato rapporto rischi-benefici.

Non Vi è dubbio alcuno.

Ma continuiamo la nostra analisi ricordando che nel 1996 in Africa più di 12.000 persone morirono a causa di un’epidemia di meningite.

A Kano, nel nord della Nigeria, i medici della Pfizer si offrirono, nell’ambito di un programma d’emergenza lanciato dall’OMS di curare circa duecento bambini, metà con il nuovo farmaco Trovan, e metà con il miglior farmaco contro la meningite sul mercato al tempo, il Ceftriaxone.

Durante il trattamento morirono cinque bambini sotto cura di Trovan, mentre molti altri rimasero vittima di cecità, malformazioni e paralisi e sei sotto cura di Ceftriaxone.

Secondo i medici dell’azienda fu un buon risultato.

Il Trovan è stato poi commercializzato per gli adulti europei nel 1998 e in seguito ritirato dal mercato per l’alta tossicità epatica.

La Pfizer – come ha denunciato anche il Washington Post nel 2006 – non chiese mai il consenso dei genitori dei bambini nè del governo nigeriano per il trattamento sperimentale.

Di fronte alla gravità delle accuse la difesa dell’azienda si rivelò debole.

Nel 2010 la Corte suprema nordamericana autorizzò il processo contro la Pfizer.

Come racconta il New York Time quattro famiglie nigeriane ricevettero un risarcimento di 175.000 dollari ciascuna da un fondo di 35 milioni di dollari creato da un accordo tra la casa farmaceutica e lo stato di Kano, dove avvennero le sperimentazioni.

Ma chi è quindi davvero Pfizer?

Pfizer è una società Big Pharma newyorkese fondata nel 1849.

La sua fama tocca l’apice nel 1997 quando la rivista Fortune gli dedica la copertina come miglior azienda farmaceutica al mondo.

Famosa per i suoi prodotti come Xanax, Viagra e Advil, l’azienda è anche nota per la scoperta dell’acido citrico (quello utilizzato nella Coca Cola, Pepsi ecc.) e per la produzione di massa di penicillina e Vitamina C.

La sua è una crescita continua e costante che la porta ad essere la seconda azienda farmaceutica al mondo per fatturato nel 2017.

Dietro gli ingenti guadagni sembra però si nascondano pratiche di marketing illegale, come la vendita di prodotti off-label, indicati per curare patologie diverse e vendita di prodotti “difettosi” estremamente nocivi per la salute.

Così, 20 anni dopo l’incoronazione del Fortune, la Pfizer raggiunge un altro primato, questa volta negativo, diventando nel 2018 la peggior azienda farmaceutica al mondo per i consumatori secondo il Reputation Institute, società che pubblica rapporti sulla reputazione di aziende, basati su sondaggi tra i consumatori e copertura mediatica.

Approfondisci al seguente link:

https://www.businessinsider.com/pharmaceutical-company-reputation-rankings-2018-6?r=US&IR=T#22-pfizer-reptrak-points-545-1

Pfizer ha affrontato migliaia di cause legali per lesioni e pratiche di vendita illegali.

È diventata famosa per aver ricevuto la pena pecuniaria più salata della storia per un’azienda farmaceutica, oltre 2,3 miliardi di dollari.

Alcune delle cause contro Pfizer sono state archiviate, altre sono ancora al vaglio degli inquirenti statunitensi.

Proviamo a ricordarne alcune:

Protonix/Protopranzolo – utilizzato per problemi gastrointestinali.
Nel 2013 l’azienda ha patteggiato 55 milioni di dollari di risarcimento per le pratiche di marketing off-label legate al prodotto, ma la società potrebbe ancora essere oggetto di cause legali per le lesioni renali.

Prempro – usato per trattare i sintomi della menopausa e per prevenire l’osteoporosi.
Contro il Prempro sono state aperte ben 10.000 cause da parte di donne a cui era stato prescritto impropriamente il medicinale per curare il cancro al seno.
Le cause sono state in gran parte risolte entro il 2012 per circa 1 miliardo di dollari.

Chantix – farmaco utilizzato per trattare la dipendenza da nicotina.
Pfizer ha affrontato circa 3.000 cause per lo Chantix intentate da persone che affermavano di aver sperimentato pensieri suicidi e disturbi psichiatrici dopo aver usato il farmaco.
Anche in questo caso la Pfizer risolto una parte delle cause con un risarcimento di 288 milioni di dollari.

Depo-Testosterone (utilizzato per ipogonadismo, oligozoospermia, impotenza.
Contro il D-T sono state intentate migliaia di cause dovute all’inefficacia di terapie sostituite con il farmaco. Molte di queste cause purtroppo sono state archiviate a beneficio della Pfitzer.

Zoloft (prescritto per il trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia nei pazienti adulti ed adolescenti)

L’accusa mossa alla Pfizer da oltre 250 consumatori è quella di aver promosso attivamente l’uso del medicinale alle donne incinte nonostante la conoscenza dei rischi di malformazioni per nascituri. I casi sono stati in gran parte archiviati nel 2016 per mancanza di prove.

Effexor – prescritto per curare depressione, ansia e attacchi di panico.
Anche in questo caso le accuse mosse dalle vittime dell’Effexor vanno dalle malformazioni dei feti fino ai frequenti pensieri suicidi dei pazienti.

Anche in questo caso, nel settembre 2015, le cause contro Effexor sono state archiviate.

Pfizer e BioNTech annunciano i risultati dello studio sul vaccino Comirnaty per i bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, e la Food & Drug Administration – seguita da Ema – programmano la vaccinazione di massa dei bambini entro Natale!

I risultati di studi di fase 2 e 3, comunicano le due aziende, hanno mostra un profilo di sicurezza favorevole e solide risposte anticorpali neutralizzanti nei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni: in altre parole, il farmaco si è rivelato «sicuro, ben tollerato» e ha prodotto una risposta immunitaria «robusta» in quella fascia di età, a fronte di dosaggi inferiori a quelli richiesti per destinatari di età superiore.

Nei test è stato utilizzato un regime a due dosi di 10 microgrammi, somministrate a 21 giorni di distanza: un quantitativo inferiore alla dose di 30 microgrammi utilizzata per le persone di età pari o superiore a 12 anni.

Adesso BASTA!

Giu’ le mani dai bambini.

A settembre gli esperti del Comitato medico scientifico del Regno Unito che assistono il governo di Boris Johnson hanno dichiarato che il rapporto rischi/benefici non permette di dare il via libera per la vaccinazione ai bambini e ragazzi sani fra i 12 e i 15 anni, negando così la possibilità della somministrazione, già autorizzata dalle agenzie del farmaco.

E in Italia?

Il Commissario per l’emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo ha inviato il 16 agosto scorso una lettera ai presidenti di regione per invitarli ad aprire corsie preferenziali per le vaccinazioni degli adolescenti tra i 12 e i 18 anni in modo che si possano vaccinare anche senza prenotazione e fra poco darà lo start per la vaccinazione della fascia d’età 5-11 anni.

In Germania dove non si vaccinano i minori, non si consigliano i vaccini anti Covid per i ragazzi sotto i 17 anni e il Robert Koch Institute non ne raccomanda la somministrazione.

Di recente è stato pubblicato sul portale ScienceDirect, del gruppo editoriale Elsevier che pubblica anche la prestigiosa rivista The Lancet, uno studio di ricercatori americani (Kostoff, Calina, Kanduc, Briggs, Vlachoyiannopoulos, Svistunov, Tsatsakis) molto articolato e complesso ma particolarmente critico sull’inoculazione ai minori.

Lo studio si concentra sia sui vaccini anti Covid inoculanti a base di mRNA.

Riassumendo brevemente quando il vaccino Comirnaty di Pfizer BioNTech viene iniettato, la capsula di grasso trasporta il suo contenuto nelle cellule umane e l’RNA messaggero le istruisce a creare la proteina spike, insegnando così al sistema immunitario a riconoscere e bloccare il Coronavirus, dato che questo utilizza proprio la proteina spike per legarsi alle cellule.

La proteina spike S prepara il sistema immunitario a combattere la potenziale infezione da Sars-Cov -2 ma i bambini che corrono rischi trascurabili di effetti gravi del Covid con questa operazione si potrebbero trovare con effetti negativi sul medio o lungo termine e per decenni.

I ricercatori fanno un elenco dei problemi.

La stessa proteina spike può essere una tossina/proteina patogena.

La sola proteina S può danneggiare le cellule endoteliali vascolari (EC) sottoregolando ACE2 e di conseguenza inibendo la funzione mitocondriale, aumenta i livelli di angiotensina II, esacerba il danno polmonare e innesca eventi di segnalazione cellulare che possono promuovere il rimodellamento vascolare polmonare e anche l’ ipertensione arteriosa polmonare (PAH) come possibili altre complicanze cardiovascolari.

Ma quali sono i potenziali effetti negativi sulla salute a medio e lungo termine dell’inoculazione di COVID-19 sui bambini in particolare, tenendo conto del fatto che saranno esposti non solo alla componente proteica del picco del virus SARS-CoV-2, ma anche al guscio incapsulante di LNP tossico?

Questa combinazione tossica avrà aggirato molte protezioni difensive (tipicamente fornite dal sistema immunitario innato) attraverso l’iniezione diretta. Come abbiamo dimostrato, i motivi principali per cui riteniamo che la proteina spike possa essere dannosa per i bambini anche se non sembrano ammalarsi a causa dell’esposizione a SARS-CoV-2 sono:

1) il bypass del sistema immunitario innato mediante inoculazione;

2) il maggior volume di proteina spike che entra nel flusso sanguigno;

3) gli ulteriori effetti tossici dello strato di LNP incapsulante”.

Saranno i bambini a dover sopportare tutto il peso della sofferenza di questo progetto discutibile?

“Gli anticorpi potrebbero presumibilmente offrire protezione contro il virus – sebbene con tutti i casi segnalati, ciò sia discutibile – o potrebbero sopprimere in una certa misura i sintomi gravi. Potrebbero anche reagire in modo incrociato con l’antigene tissutale umano, portando a potenziali effetti autoimmuni e quando il materiale iniettato entra nel flusso sanguigno e circola ampiamente causare danni vascolari”. 

Ed allora – con quanta voce abbiamo in gola – “Giu’ le mani dai bambini”.

E vigliacchi e complici saranno TUTTI i media che continueranno a dare spazio alla narrazione ufficiale che già da alcune settimana racconta di classi in DAD, di indici di positività cresciuti nella fascia di età 5-11 anni del 240% e di bambini divenuti pericolosissimi vettori del virus.

Vergognatevi!

I dati sull’efficacia del vaccino Comirnaty presentati da Pfizer BioNTech sono stati manipolati come evidenziato nel recente scandalo Pfizergate, l’ennesimo di una lunga serie.

Al seguente link l’articolo del BMJ se vuoi approfondire la notizia:

https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2635

E Tu vuoi far vaccinare Tuo figlio con un farmaco sperimentale prodotto – come affermato dal Reputation Institute Americano – dalla peggior azienda farmaceutica del mondo?

A proposito, per tutti colori che amano acquisire informazioni, non fermandosi ai titoli, ecco la motivazione per questo riconoscimento non proprio prestigioso:

Pfizer ha avuto il punteggio reputazionale più basso tra le aziende farmaceutiche che il Reputation Institute ha esaminato, in base alla percezione del prodotto, dei prezzi e dell’accoglienza da parte del pubblico. Pfizer ha avuto un ruolo enorme nella crisi della carenza di farmaci, secondo Fortune.

Il gigante farmaceutico sta assumendo nuovi rischi immergendo le dita dei piedi in alcuni territori scientifici inesplorati come la terapia genica e l’immunoterapia del cancro”.

Parole quasi profetiche, vero?