Vereos, la nuova PET del San Donato. Prima in Toscana: più tecnologia e meno stress per il paziente

Presentazione questa mattina con l’assessore regionale Simone Bezzini

Anche le macchine hanno un nome e Vereos è quello della nuova Pet attivata nell’ospedale San Donato di Arezzo. L’acronimo sintetizza tomografia a emissione di positroni, è una tecnica diagnostica di medicina nucleare che prevede la somministrazione per via endovenosa al paziente di un radiofarmaco. La Pet è utilizzata soprattutto in oncologia, neurologia, cardiologia, reumatologia e malattie infettive.

“Tre elementi la caratterizzano – ha detto stamani nell’ospedale San Donato l’assessore regionale alla salute, Simone Bezzini. La migliore qualità delle prestazioni, un’ancora più forte attenzione ai pazienti e infine l’ottimizzazione delle risorse”. “E’ una tecnologia all’avanguardia – ha aggiunto il Direttore generale della Asl Tse, Antonio D’Urso – che rende Arezzo polo di riferimento della Medicina Nucleare in Toscana. L’Azienda ha investito  3milioni e 700mila euro nel macchinario ai quali si aggiungono altri 150euro per  i lavori di adeguamento dell’immobile. Uno sforzo capace di produrre un più 30% di prestazioni con una qualità ancora maggiore”
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Nel corso della presentazione nell’auditorium Pieraccini sono intervenuti anche il Sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli (“Questo macchinario aiuterà il san Donato a risalire la china e rappresenta la volontà di un salto in avanti”), la Presidente della Provincia, Silvia Chiassai Martini (“Il San Donato si conferma punto di riferimento per tutta la provincia. Soprattutto in questa fase, tutti dobbiamo puntare a garantire i migliori servizi ai cittadini”)  e il Presidente del Calcit, Giancarlo Sassoli (“Nel 2005 lo sforzo fu della comunità aretina e adesso, con risorse Asl,  si completa il lavoro avviato allora. I pazienti hanno a disposizione una tecnologia che accorcia i tempi dell’esame e necessita di una quantità minore di radiofarmaci”).

La nuova Pet è stata presentata da Alfonso Baldoncini, Direttore dell’UO Medicina nucleare di Arezzo: “Vereos esternamente non presenta grandi variazioni rispetto alle macchine adesso in funzione nei vari centri regionali e nazionali. Tra le novità va segnalata l’illuminazione esterna utile a ridurre la claustrofobia di alcuni pazienti che si sottopongono a questo complesso esame.
Quanto invece alla funzionalità, Vereos ha maggiore sensibilità e cioè una minore perdita di informazioni, aumenta la risoluzione spaziale e quindi la capacità di evidenziare tumori di piccole dimensioni; un maggior contrasto nell’individuare le lesioni patologiche  dei tessuti sani. Infine viene diminuito il radioattivo somministrato ai pazienti con conseguente minore irraggiamento per i pazienti. Altro importante vantaggio per chi si sottopone a questo esame, è la riduzione della sua durata con  conseguente minore stress e abbattimento delle liste di attesa””
“Vereos” è la prima digitale  della regione Toscana. Oggi sono rari i centri nazionali dotati di questa sofisticata tecnologia.  Le caratteristiche costruttive e gli accorgimenti la differenziano dai tomografi standard analogici, attualmente in funzione nelle medicine nucleari. “Senza entrare nei dettagli tecnici – sottolinea Baldoncini – possiamo dire che le PET digitali  hanno la peculiarità di ottimizzare il segnale (la radiazione gamma) emesso dalla sostanza radioattiva che viene iniettata ai pazienti.
Le immagini che lo strumento fornisce ai medici per fare diagnosi dipendono dalla distribuzione corporea del radiofarmaco somministrato e la mappa di distribuzione varia  anche dalle condizioni patologiche del paziente. E’ ormai appurato che, grazie allo sviluppo tecnologico, le ditte costruttrici implementeranno la produzione di questi nuovi tomografi PET che presentano indiscussi vantaggi.  L’arrivo della nuova apparecchiatura e degli accessori,  permetterà di implementare nuove metodiche diagnostiche  di ultima generazione, indispensabili per le moderne strategie diagnostico-terapeutiche soprattutto in campo oncologico”.