A proposito dell’uso prolungato delle mascherine chirurgiche e FFP2

di Stefano Pezzola

Uno studio pubblicato in preprint sul British Medical Journal il 10 maggio 2022 dal titolo “CO inalato2 concentrazione mentre si indossano mascherine per il viso: uno studio pilota che utilizza la capnografia” ha catturato la mia attenzione.
Al seguente link è possibile visualizzare lo studio completo che porta la firma di Cecilia Acuti Martellucci, Maria Elena Flacco,Mosè Martellucci, Francesco Saverio Violante e Lamberto Manzoli.
https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2022.05.10.22274813v1

Lo studio è stato finanziato da un Grant 2020 del Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca (FISR – Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca) dell’Università di Ferrara.
Il finanziatore non ha avuto alcun ruolo nella progettazione dello studio, nella raccolta e nell’analisi dei dati, nella decisione di pubblicare o nella preparazione del manoscritto.
Tutti gli autori hanno avuto pieno accesso ai dati (compresi i rapporti statistici e le tabelle) dello studio e possono assumersi la responsabilità dell’integrità e dell’accuratezza dell’analisi dei dati stessi.
La coorte era composta da 104 soggetti idonei che hanno fornito il consenso e sono stati quindi inclusi nello studio (50% maschi; età media 46,7±19,9 anni).
Dieci partecipanti avevano un’età compresa tra 10 e 18 anni, 20 avevano un’età compresa tra 65 e 90 anni.
L’indice medio di massa corporea (BMI) era 24,5±4,6 e i fumatori attuali o precedenti erano del 22,6%.
La frequenza respiratoria media era di 16,5±3,4 respiri al minuto, con il 33,3% di respirazione pari o superiore a 18 respiri al minuto; la saturazione media di ossigeno nel sangue è stata del 97,4±0,9%, con il 98% del campione pari o superiore al 96,0% di saturazione.

La soglia di 5000 ppm dell’OSHA e dell’EU-OSHA è il limite di esposizione ammissibile a lungo termine (media ponderata di otto ore), mentre il limite di esposizione a breve termine (media ponderata di 15 minuti) è di 40 000 ppm.
Co2 media dell’aria inalata senza maschere è di 458±21 ppm.
Mentre si indossa la maschera chirurgica, il CO2 medio è 4965±1.047 ppm (intervallo di confidenza al 95% da 4758 a 5171 ppm): supera i 5000 ppm nel 40,2% (dal 30,6% al 50,4%) delle misurazioni.
Mentre si indossa la mascherina FFP2, il CO2 medio è di  9396±2254 ppm (da 8953 a 9839 ppm) e il 99,0% (dal 94,7% al 100%) dei partecipanti ha mostrato valori superiori a 5000 ppm.

Ciò suggerisce che occorre limitare l’uso della maschera a brevi intervalli, ad esempio quando si visitano i negozi, perchè ciò non implica un rischio immediato di inalazione di CO2 in eccesso.
In effetti, recenti studi suggeriscono invece che, in locali affollati, due cambi d’aria all’ora possono ridurre i rischio di trasmissione del virus in modo più efficiente rispetto alle maschere FFP2.
La scelta di una maggiore ventilazione rispetto all’uso della maschera dovrebbe essere presa in considerazione quando consentito dalle condizioni ambientali ed epidemiologiche, in particolare per i minori.

Inoltre, la differenza osservata di CO2 dell’aria inalata a secondo dei tipi di mascherine indossate suggerisce che quando l’uso è prolungato, le maschere chirurgiche dovrebbero essere utilizzate al posto delle maschere FFP2, in quanto riducono i possibili effetti negativi di un alta concentrazione di CO2.
Mi sembra tutto piuttosto chiaro.

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Mica tanto viste le dichiarazioni rilasciate dalla televirologa Antonella Viola a SkyTg24.
Penso che dal 15 giugno – ha puntualizzato – se i dati continuano ad andare in questa direzione, anzi speriamo di vedere un calo anche più netto dei contagi, potremo rinunciare alle mascherine per poi eventualmente riprenderle a settembre”.

Potremo rinunciare?
Rinunciare significa per chi forse l’ha dimenticato “cedere di propria volontà e con chiara decisione qualcosa che già si possedeva con pieno diritto“.
Ecco io personalmente non ho mai posseduto con pieno diritto la mascherina, mi è stata imposta senza neppure mostrarmi prove scientifiche in merito alla sue efficacia e non pericolosità.