Covid-19: una pandemia con scadenza programmata al 31 marzo 2025?

di Stefano Pezzola

Non fare mai profezie. Se sono sbagliate nessuno se lo dimenticherà; se sono giuste nessuno se le ricorderà”.
E’ proprio vero che si comprendono le profezie soltanto quando si vedono avverate.
E in questo faccenda del Covid-19 di profeti ne scopriamo ogni giorno sempre di più: Enti, Organizzazioni Mondiali Sanitarie e non che in tempi non sospetti scrivevano a proposito di una imminente pandemia da Sars Cov-2.
Oggi raggiungiamo il sito della World Bank (vedi il seguente link):
https://projects.worldbank.org/en/projects-operations/project-detail/P173789

Per agevolare la lettura del documento che porta la data del 2 aprile 2020 dal titolo “Programma di preparazione e risposta strategica Covid-19” al seguente link ritengo opportuno allegare il documento integrale in formato pdf (Covid-19 Strategic Program).
Proporrei – seppur consiglio ad ogni curioso ed attendo lettore di sfogliare con attenzione tutto il documento – di raggiungere pag. 6) dove un sintetico datasheet con “l’obiettivo di sviluppo del programma è prevenire, rilevare e rispondere alla minaccia rappresentata da COVID-19 e rafforzare i sistemi nazionali di preparazione alla salute pubblica” ci evidenzia il 2 aprile 2020 come data di approvazione del progetto e il 31 marzo 2025 la data di chiusura del programma.

Ci troviamo evidentemente di fronte alla prima pandemia della storia calendarizzata anche a livello finanziario.
Nel documento articolato e supportato da grafici, si possono leggere affermazioni (pag. 16) del tipo “nei prossimi mesi, la pandemia di COVID-19 ha il potenziale per esercitare una maggiore efficacia morbilità e mortalità, nonché di avere un impatto negativo sulle condizioni sociali ed economiche nei paesi, come è stato osservati in precedenti focolai di malattie infettive come l’epidemia di Ebola in Africa occidentale nel 2014-2015”.
E ancora “i poveri subiranno un duro colpo a causa della perdita di posti di lavoro e di reddito. Le stime suggeriscono che un calo dell’uno per cento nei tassi di crescita dei paesi in via di sviluppo ricondurrebbe altre 20 milioni persone in povertà”.

Ma il report di carattere squisitamente finanziario si spinge anche in territori sanitari con affermazioni del tipo (pag. 17) “il Covid-19 sta causando lievi malattie nella maggior parte delle persone infette, con una malattia più grave e probabile tra le persone anziane e con comorbidità, come malattie polmonari e altre condizioni di salute croniche”.
Purtroppo in questo sciagurato mondo si può vivere bene dispensando profezie, ma non dicendo la verità.