Il sindacato garantisce un posto al sole?

di Stefano Pezzola

Scrive Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista: “il PD ringrazia con due candidature in collegi blindati due cape di sindacati concertativi come Susanna Camusso ed Annamaria Furlan. Quando passava la legge Fornero e veniva cancellato l’art.18 invece di battersi contro queste ingiustizie, forse già pregustavano i predellini parlamentari. Il 25 settembre ricordateVi pure di questo quando potrete scegliere“.

Susanna Camusso e Annamaria Furlan – le due ex segretarie generale di CGIL e CISL – saranno in effetti candidate con il Partito democratico alle prossime elezioni politiche del 25 settembre.

La Camusso (milanese doc) sarà capolista nel collegio plurinominale 2 in Campania del Senato, comprendente le province di Caserta, Salerno, Benevento ed Avellino.
La Furlan (ligure doc) sarà capolista nel collegio Sicilia 1 del Senato.
La Camusso dichiara che “sarà indipendente nel PN ma porterà le idee della CGIL“.
La Furlan per il momento tace ma nel gennaio del 2020, mentre qualcuno provava ad avanzare l’ipotesi di ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (quello contro il licenziamento illegittimo, quello contro il furto del pane e della libertà), Anna Maria Furlan, che ancora era Segretario Generale della CISL, chiudeva ogni spazio chiosando: “articolo 18, discussione del secolo scorso“.

E checché voglia farci credere Enrico Letta invocando una riforma del mercato del lavoro, il Jobs Act (picconato dalla stessa Corte Costituzionale ormai a più riprese) porta proprio la firma del Partito Democratico.
Esiste un rapporto fortissimo tra sindacato e politica: attenzione però, perché se la politica e il sindacato perseguissero gli interessi dei lavoratori tutto sommato uno potrebbe anche chiudere un occhio.

Si, insomma, se si aiutassero nella lotta per la tutela dei più deboli allora chi ne avrebbe da ridire?
Ma non è così e non posso che condividere che forse il PD è proprio il posto giusto per queste due ex sindacaliste.
Oggi si tenta di disinnescare un  conflitto sociale facendo venir meno – per volontà di vertici sindacali sempre più collusi con la politica – l’azione di contrasto, di lotta e di rivendicazione della comunità del lavoro nazionale.

La notizia della candidatura della Cammusso e della Furlan conferma questa triste deriva, rispetto alla quale intollerabile resta comunque ogni forma di rassegnazione.