Poliovirus derivato da vaccino di tipo 2

di Stefano Pezzola

Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico di lettori ignobile” scriveva Joseph Pulitzer.
Dunque, la poliomielite è una grave malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale che colpisce soprattutto i neuroni motori del midollo spinale.
Descritta per la prima volta da Michael Underwood, medico britannico, nel 1789, la poliomielite è stata registrata per la prima volta in forma epidemica nell’Europa di inizio XIX secolo e poco dopo negli Stati Uniti.
La diffusione della polio ha raggiunto un picco negli Stati Uniti nel 1952 con oltre 21mila casi registrati.
In Italia, nel 1958, furono notificati oltre 8mila casi.
L’ultimo caso americano risale – sino ad oggi – al 1979, mentre nel nostro paese è stato notificato nel 1982.

Oggi viene rilevato un nuovo paziente che ha contratto il virus, residente a circa 60 km dalla Grande Mela, nella Contea di Rockland, che seppur non più contagioso, ha sviluppato una forma di paralisi.
https://quifinanza.it/salute/video/polio-poliomielite-allerme-virus-acqua-new-york-primo-caso-paralisi/662125/
La malattia è causata da tre tipi di polio-virus (1, 2 e 3), appartenente al genere enterovirus, che invade il sistema nervoso nel giro di poche ore, distruggendo le cellule neurali colpite e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale.
In generale, la polio ha effetti più devastanti sui muscoli delle gambe che su quelli della braccia. Le gambe perdono tono muscolare e diventano flaccide, una condizione nota come paralisi flaccida.
In casi di infezione estesa a tutti gli arti, il malato può diventare tetraplegico.
Nella forma più grave, quella bulbare, il virus paralizza i muscoli innervati dai nervi craniali, riducendo la capacità respiratoria, di ingestione e di parola.
In questo caso, è necessario supportare il malato con ausili nella respirazione.
Negli anni ’50, erano molto diffusi a questo scopo i polmoni d’acciaio, sostituiti oggi da strumenti assai più agili.

Proviamo allora assieme a leggere tre documenti ufficiali del Ministero della Salute del nostro Paese.
Il primo è del 6.8.2019 prot. n. 0024048 (al link sotto puoi scaricarne la versione integrale in formato pdf):
Ministero della Salute 0024048
Il titolo del documento firmato da Francesco Maraglino è “Circolazione di poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale – regione Africana“.
Primo di proseguire ritengo opportuno pubblicare lo screenshot di una parte di un articolo pubblicato dal quotidiano La Repubblica il 12 agosto 2022.

Leggiamo assieme anche il documento al seguente link pubblicato Ministero della Salute del nostro Paese il 12.4.2021 prot. n. 0015106 dal titolo “Circolazione di poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale – aggiornamento globale“.
Ministero della Salute 0015106
Infine leggiamo assieme il documento al seguente link pubblicato Ministero della Salute del nostro Paese il 20.4.2022 prot. n. 0022343 dal titolo “Circolazione di poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale – Israele“.
Ministero della Salute 0022343

“Quando si scopri che l’informazione era un affare, la verità smise di essere importante” ci ricorda il giornalista e saggista polacco Ryszard Kapuściński.
Alla luce dei documenti sopra allegati e in riferimento alle notizie che occupano le prime pagine dei quotidiani nazionali in questi giorni preme ancora una volta ricordare che all’interno della sorveglianza di routine delle malattie infettive vengono analizzate anche le acque di scarico.
Proprio per il fatto che le persone appena vaccinate possono rilasciare temporaneamente attraverso le feci il virus contenuto nel vaccino, è normale che ogni anno vengano rilevati nelle acque reflue da uno a tre poliovirus derivati da vaccino.

In questi casi però i virus identificati non sono collegati fra loro, si tratta di ritrovamenti occasionali e scompaiono rapidamente.
Questo può succedere quando, per esempio, un individuo da poco vaccinato e proveniente da un Paese nel quale è in uso il vaccino Sabin viaggia in un Paese dove Sabin non viene più usato e per un breve periodo diffonde il virus attraverso le feci, facendo sì che venga ritrovato nelle acque reflue.
Adesso però nelle acque reflue di Londra le sequenze virali identificate stanno dimostrando una presenza costante negli ultimi mesi – a partire da febbraio 2022 – che invece di scomparire rapidamente, e sono interconnesse fra di loro.
Viene ora classificato come “poliovirus derivato da vaccino di tipo 2” (VDPV2).

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