Roma, 30 lug. (Labitalia) – "Le vocazioni italiane sono l'agroalimentare, il turismo, la moda, il desgin, quello che si chiama il made in Italy. Bisogna lavorarci con forza, preparare i giovani su questo tema, insegnare loro a comunicare. Noi abbiamo un'autostrada davanti, perché possiamo, lavorando bene, raddoppiare il numero di turisti, raddoppiare le esportazioni di agroalimentare e questo significa opportunità di lavoro enormi". Così Oscar Farinetti, patron della catena di distribuzione alimentare Eataly che il 31 luglio apre una nuova sede a Bari, parla con Labitalia del made in Italy. Un settore per il quale, però, secondo Farinetti, "ci vuole una politica nazionale completamente diversa, ma anche una politica di noi imprenditori completamente diversa: dobbiamo fare di più 'coccodè', dobbiamo parlare di più, e fare marketing". "La prima mission di Eataly – afferma – è creare posti di lavoro: quest'anno ne creiamo 1.500 nuovi, aprendo 7 punti vendita, 4 sedi in Italia e 3 all'estero. Poi, Eataly offre l'opportunità di imparare dei mestieri, che è molto importante per i giovani. E' molto importante oggi imparare a fare il salumaio, il macellaio, lo sfoglino, il panettiere, perché questi mestieri probabilmente nel giro di poco tempo saranno pagati più dei direttori marketing, perché nessuno li vuole più fare".