Home Nazionale Salute: compiti vacanze finiti da 6,5 mln studenti, 2% non li fara’

Salute: compiti vacanze finiti da 6,5 mln studenti, 2% non li fara’

0

Roma, 2 set. (Adnkronos Salute) – Studenti italiani divisi tra "formiche, cicale e 'lumachine' ritardatarie croniche". Con l'avvicinarsi del ritorno fra i banchi, infatti, si fanno i conti con i compiti delle vacanze. "Sei milioni e mezzo (il 94%) di alunni hanno già eseguito i compiti assegnati, il 4% (circa 280.000 studenti) si ridurrà all'ultimo minuto e li farà a settembre, mentre il 2% (140.000) non li farà affatto". La stima arriva dal pediatra di Milano Italo Farnetani, da anni fiero oppositore della 'moda' dei compiti estivi. "Tutti gli alunni devono riposare fino all'inizio delle lezioni – raccomanda il pediatra all'Adnkronos Salute – Solo quelli che hanno lacune devono recuperare, e lo devono fare a settembre, cioè dovrebbero iniziare a studiare prima dell'inizio della scuola, come fosse una fase di allenamento".Ma attenzione: "Molti insegnanti non correggono i compiti, e questo è un errore. La correzione è uno strumento didattico che deve essere individuale per evidenziare e motivare gli errori, come avviene durante l'anno. Se la correzione è blanda, o addirittura viene trascurata, non si penalizzano i 'furbetti del quartierino' che non si sono impegnati, e ora possono permettersi di ironizzare su chi lo ha fatto. Io, lo ripeto ancora, sono contrario all'assegnazione dei compiti per le vacanze – ribadisce il pediatra – ma se si assegnano, manteniamo la posizione e correggiamoli nel modo consueto e appropriato".Se si vuol davvero tenere in esercizio gli alunni "è necessario che vengano individuati gli errori fatti e compensate le lacune. Per questo serve la correzione individuale, che infatti si fa durante l'anno scolastico. La correzione collettiva – ammonisce Farnetani – ricorda il toto-quiz. Inoltre così difficilmente le 'cicale' vengono alla luce. Non è educativo permettere ad alcuni alunni di schivare gli impegni assegnati: è un modo per imparare a prendere in giro gli altri, oggi non facendo i compiti, domani non rispettando le regole". Dunque le 'formichine' andrebbero premiate, e il loro impegno riconosciuto, conclude il pediatra.